Visto che sto pensando di comprare un portatile, e visto che mi sono appena accorta della funzione “sondaggio” su wordpress, faccio un test e vi chiedo una mano.
Dunque, sto iniziando a scivere la tesi, e dopo le esperienze negative che ho avuto con quella della triennale causate dall’utilizzo di circa 3 computer, vorrei prendermi un portatile, in modo da scrivere tutta la tesi lì, poterlo portare in giro (treno, casa, pullman)e poi porterlo usare anche in futuro.
Ci sono però alcune considerazioni da fare:

  • Il mio computer principale è l’Imac che ho a casa, non voglio sostituirlo
  • Voglio spendere poco
  • Voglio Windows per non avere problemi di formattazione, di compatilibilità ecc..
  • Vorrei usarlo anche per fare traduzioni (sempre che qualcuno me le faccia fare)
  • Ho visto un modello vecchio di Sony Vaio (rosa) a 599,00 €
  • Sono orientata verso un portatile 10″, ma sarà già vecchio e superato come temo fra due mesi?

Spero che abbiate un po’ capito le mie esigenze, e spero che chi capisce di pc un po’ più di me mi possa dare una mano, non tanto per il modello quanto per la marca migliore.
Sono nelle vostre mani, rispondete e non siate timidi, nei commenti potete anche dilungarvi in apprezzatissime spiegazioni dettagliate!
Merci..

Sono in vacanza anche io finalmente (una vacanza piuttosto sedentaria e casalinga, ma decisamente rinvigorente), ci si ribecca tra qualche giorno, e se continuo ad uscire di casa senza la macchina fotografica, non avrò nemmeno mezza foto da esibire.

beach

Besos!

Stamattina mi sono svegliata e dato che ho un giorno libero mi sono messa a fare un giretto per i miei blog preferiti e incappo in questo post di Andrea che vi consiglio di leggere, e vi consiglio anche di partecipare COSTRUTTIVAMENTE alla discussione perché secondo me ne può venir fuori qualcosa di interessante..
Non credo che ci sia nulla da aggiungere a quello che ha scritto lui, perché
a) ne sa più di me
b) sa scrivere molto meglio di me.
Poco dopo aver fatto colazione mi sono pure ritrovata al telefono col mio ragazzo (gigante) a discutere della cosa, non so, come se fossimo al pub davanti ad una birra..La cosa che mi preme è chiarire che la discussione non è su Syria, Airys o come diavolo vuol essere chiamata, ma sulla qualità della musica in generale, e ancora di più, sulla qualità del dialogo fra artisti e pubblico.
Io credo che se si nasce come cantante pop italiano e poi ci si ritrovi immersi in questo fantastico mondo di alcol lustrini e fatemelo dire, vestiti veramente ridicoli, e ad un certo punto si capisca che ci piace e vogliamo tentare di dare il via ad un progetto elettronico, nuovo, per mettersi in gioco e tentare qualcosa di diverso, vada benissimo provarci. Ma bisogna innanzitutto sapersi mettere in gioco. Saper accettare le critiche e dare la possibilità a chi ascolta di poter dire come la pensa.
Non si può nemmeno lontanamente immaginare di avere successo nel 2009 ignorando il dialogo con l’utenza e soprattutto i miliardi di possibilità che ci da internet di questi tempi.
Credo che sia troppo facile voler solo consensi, rimandendo all’interno del proprio ambiente, fra gli amici, e le mura conosciute, ma per poter affermare di essere degli ottimi artisti bisogna andare fuori dal sentierino, fuori da Milano, motivare le proprie scelte e farle valere. E invece no, i concerti li fanno tutti nelle stesse città, negli stessi locali, con lo stesso pubblico.
Senza ricordare invece chi sta lì a suonare dalla mattina alla sera, delle cose che gli vengono dal cuore che non ascolterà mai nessuno perché sono troppo difficili, ci sono persone che se non riescono a mettere giù quel ritmo che hanno in testa poi non parlano più con nessuno per tutto il giorno, ma questo non c’entra niente, qua si parla di amore per la musica, è tutta un’altra cosa..
(Poi vabbè, rispondere in tempo a delle domande è anche una questione di rispetto verso chi quelle domande le ha pensate, il risultato quale è alla fine? una maestosa figura di merda. Ma anche una riconferma di tutto quello che penso di quel mondo, così futile, temporaneo, scintillante, che temo imploderà presto.)
La risposta a tutto questo è proprio nella canzone di Airys “Esco”: Che rimane non sappiamo ancora..
Vi suggerisco una risposta:
niente.

E vi ricordo che l’unico cantante italiano che può permettersi di salire su un palco e non dire niente, nemmeno buonasera, cantare per un’ora e mezzo fino a far piangere chi è lì seduto ad ascoltare, è solo Paolo Conte.

Acquisizione regione 1

Acquisizione regione 1

Ma che ne sappiamo noi che la guerra non l’abbiamo mai fatta?
Ciao zio.

Questo ulteriore ed inutile post, è ispirato da quello che vedo in giro, sul bus e lungo le vie del centro.

borsa borbonese
La bruttezza della borsa Borbonese con questa fantomatica fantasia a “occhio di pernice” è palese..è brutta, puzza di antico (e non di vintage!) e non sa di niente.Ora, non voglio fare la morale perché per mia fortuna ho in casa qualcuno che le borse le produce, è solo una questione di gusto, e quella borsa non ne ha.
Se proprio volete una borsa di Borbonese, già che siete in negozio, abbiate più gusto!
Voglio dire, chi la vuole una borsa che ha la fantasia a occhio di pernice????

Può sembrare banale e anche la scoperta dell’acqua calda, ma leggerlo fa sempre un po’ male.

Amici miei

Per quelli che cercano una colonna sonora mentre preparano un viaggio, Gulliver ha preparato una simpatica playlist delle 10 migliori canzoni per viaggiatori, tra cui spiccano Iggy Pop, Kraftwerk e Roger Miller, scelte democraticamente dai lettori del blog.

Télécharger ici.

Au revoir!

Girando per la rete si vedono fantastici blog di fotografie di persone vestite con gusto, a volte anche in modo bizzarro, ma comunque degno di nota, primo fra tutti “the Sartorialist“, una specie di Bibbia per modelle e modelli che non amano passare inosservati e fonte di ispirazione continua per giovani stilisti.

Io ad esempio almeno una volta a settimana mi faccio una full immersion e inizio a fantasticare di essere alta, elegante, piena di soldi per poter andare in giro così..

Poi esco, per andare a lavoro, o a casa, e mi passa tutta la poesia, vedo cose inaudite, gente che si veste con il gusto dell’orrido, ma cose che mi fanno proprio girare e dire “ma perché? Perché umiliare il proprio fisico in questo modo?”
E non sto parlando del fatto che per vestirsi bene bisogna spendere, io stessa sono in giro per il 90% delle volte con i soliti jeans, maglietta e infradito, perché le cose migliori sono quelle semplici, non bisogna osare se non lo si sa fare..
Ecco allora mi è venuto in mente che, siccome la pagina dei Peanuts al momento è out of service, potrei sostituirla con una bella carrellata di foto di malvestite, per darvi un’idea di come non andare in giro. Si, coprirò i volti, tranquilli, e quando il mio ragazzo mi dirà “ma ‘ndo vai vestita così?” mi farò un bell’autoscatto. E ripeto, non si tratta di vestirsi firmati o no, perché nella mia rete cadranno tutti, ricchi, poveri e medi, vestiti con pessimo gusto.
Ora, sono stata tacciata da parenti di primo grado di essere troppo stronza, però la mia idea mi piace, anche nella sua inutilità..
Voi mi date il via libera? O dovrei mollare prima di iniziare?

Proprio oggi pomeriggio a Bologna ci sarà l’inaugurazione del nuovo spazio di “nei rami”, uno dei negozi più belli, fantasiosi e originali della città.

L’appuntamento è in via Testoni 5/1, proprio in centro, (traversa di via Ugo Bassi) alle 17:00 ci sarà una lettura per bambini con merenda organizzata da Saltimbanco, dalle 19:00 concerto unplugged di Diva Scarlet, aperitivo e dj set di Morra Mc.

Se siete da quelle parti siete caldamente invitati a passare, perché nel negozio potrete trovare un mucchio di cose bellissime, vestiti, accessori ed un nuovo spazio di giochi per bambini. Nei rami infatti ospita oltre alle creazioni della proprietaria anche le creazioni della mia adorata Clizia Ornato, ma anche cappelli di Rub&Dub e di Lunia, Goga Bargellini, di Federica Morchio, abiti di Daniela Salernitano, Bubilda e Piera Rapino.
Ci vediamo lì!

acquisizione-regione-3

Immensa, immensissima Bologna, che ancora una volta mi rende orgogliosa di averla scelta come città d’adozione.
Immensi tifosi del Bologna, che anche se sono lì in fondo rimangono più agguerriti che mai, e non si danno per vinti.
Questa la loro iniziativa per aiutare chi in 40 secondi ha perso casa, famiglia e tutto quello che c’era dentro..
Bolognesi, andiamo tutti in trasferta!

Questo il comunicato ufficiale:

“09/04/2009 – di Curva Nord A. Costa; Fonte: Curva Andrea Costa e il Centro Bologna Club (ovvero da Roma-Bologna a L’Aquila-Bologna passando per “una partita in casa”…)

Vi chiediamo solo 1 minuto di tempo… 1 minuto per dirvi che Bologna-Siena potrebbe diventare la “trasferta più bella”.

No, non ci stiamo sbagliando, lo sappiamo che, da calendario, è una “partita in casa” ma ci sono giorni ed eventi che cambiano, oltre che i destini delle persone, il senso delle parole….

Domenica scorsa saremmo voluti andare in tanti a Roma per provare a sostenere (come e più del solito) il nostro Bologna.
Domenica scorsa nessuno è potuto andare all’olimpico perché i soliti “signori” che tutto ormai possono in questo “calcio-finto” e “repressione-vera” hanno deciso di negare, tanto per cambiare, una trasferta….
Fino a domenica scorsa tutto questo ci sembrava “solo” l’ennesima ingiustizia “ultras-calcistica”…

Ma dopo domenica notte, dopo i 20 secondi che hanno cambiato la storia, il presente e il futuro di un’intera regione, la trasferta negata è diventata un’altra cosa, e così ci è sembrato facile (oltre che giusto) decidere una cosa semplice: i soldi che ognuno di noi avrebbe speso per il pullman per Roma potevano essere impiegati per una “trasferta” diversa, potevano andare per un “campo” su cui il Bologna in campionato non ha mai giocato ma dove, da domenica notte, si sta giocando, ogni minuto, una partita difficilissima.

E’ così che Roma-Bologna ha iniziato a diventare L’Aquila-Bologna o meglio, Abruzzo-Bologna. Molti di noi, che vi stiamo scrivendo, hanno già dato la loro “quota-pullman”… ma perché la “trasferta” diventi veramente “la più bella delle trasferte”, c’è bisogno anche di tutti voi e della vostra generosità, ma davvero vorreste “restare a terra” e perdervi questa occasione? Ma davvero non vorreste essere “uno dei quindicimila” di questa incredibile trasferta?

Basta poco (che poi improvvisamente diventa tanto): a tutti gli ingressi dello stadio ci saranno gli addetti e le cassette per la raccolta fondi, ci prendiamo già da ora l’impegno di pubblicizzare l’intero ricavato e l’organizzazione di destinazione del versamento che faremo e che, con grande orgoglio, scriveremo: eseguito da : “Bologna e i suoi tifosi”. Vi ricordiamo che per le vittime dello tsunami siamo stati la seconda tifoseria in Italia a raccogliere più fondi.

Dai, ammettilo: impensabile non far parte di questa “trasferta”, impossibile non aver voglia di contribuire!

Grazie in anticipo, perché sappiamo già che sarete in tanti… anzi che saremo in tantissimi!

I gruppi ultras della Curva Andrea Costa e il Centro Bologna Club”

Un minuto di silenzio.

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