Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Cake wrecks

Mettiamo che uno abbia voglia di fare un dolce, basta andare su internet e gli piomberanno addosso milioni di ricette più o meno difficili, dolci al cucchiaio, ciambelloni, semifreddi, gelatine e chi più ne ha più ne metta.
Si sceglie la ricetta, il risultato magari è anche buono, ma.. quel dommage.. l’aspetto del vostro dolce non assomiglia affatto a quello dell’immagine del sito, e allora l’unica cosa da fare è ricorrere a soluzioni di ripiego come abbondare con lo zucchero a velo, fare una glassa al cioccolato o ricoprire tutto di panna montata.
Però uff..che desolazione rendersi conto di essere così incapaci nella gestione dell’estetica dolciaria.
Ma ora non c’è più niente di cui disperarsi, c’è molta gente di gran lunga peggiore di voi, e spesso, di mestiere fa pure il pasticcere.
Mi sono davvero innamorata di cake wrecks, è divertentissimo, fatevi un giro!


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Kitchen Area

Sono appena tornata dalla mia prima riunione di condominio, pallosissima e relativamente inutile…
Ma al mio rientro ad aspettarmi c’era una cosa molto, molto, molto buona, questa torta allo yogurt con panna alle fragole:

Perdonate la foto, ma non sono davvero capace, e perdonate anche il modo approssimativo con cui ho spalmato la panna, ma vi assicuro che è una delizia da mangiare!
Ingredienti per la torta:
3 uova
1 vasetto di yogurt
2 vasetti di zucchero
2 vasetti di farina per dolci
1 vasetto di fecola di patate
1 vasetto di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

si sbattono prima le uova con lo zucchero e lo yogurt, si aggiunge poi piano piano la farina e il vasetto di olio, versato molto lentamente. Aggiungere vanillina e lievito per ultimi. Come vedete per fare questo dolce si usa il vasetto di yogurt come unità di misura per tutto!

Ingredienti per la panna alle fragole:
150 g di fragole
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
200 g di panna fresca

Per fare la panna alle fragole bisogna molto semplicemente fare una riduzione di fragole da aggiungere alla panna appena montata. Tagliare le fragole in piccoli pezzi e metterle in un pentolino con lo zucchero e il succo del limone, quando il composto inizia a diventare liquido frullarlo con un mixer a immersione. Nel frattempo montare la panna e aggiungervi quindi il composto di fragole.
Usate alcune fragole lasciate da parte per decorare, e vi prego, non copiate la mia decorazione perché rovinereste il dolce!!
Rocca, Lenz, Frikki, Piri o chi vi pare, se volete fare un salto, fino a domani un pezzettino di torta ci dovrebbe essere anche per voi :)


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L’arte del cioccolato

Si sa che oltre al noiosissimo (per i miei amici) tè, l’altra mia passione è il cioccolato.
Non Lindt, quello è per profani, non i baci Perugina, e per carità non i Ferrero Rocher. Mio fratello mi ha portato un sacco di cioccolata da Bruxelles e lì la sanno fare, non c’è che dire, ma quella che per me non batte nessuno è quella di Slitti, un cioccolataio che sta in provincia di Pistoia.
Me l’ha fatto conoscere mio babbo che non so come ci è arrivato, ma io ormai sono praticamente Slitti-dipendente..Questo qui è il sito, e ci sono tutte le immagini di tutte le cose buone che fanno.
In pratica il signor Slitti ha delle piantagioni in Brasile, se le fa coltivare e se le lavora nel suo bello studiolo a Monsummano Terme.
Sinceramente, non so nemmeno scegliere qual’è la cosa più buona che fanno, le tavolette di cacapo puro, la crema di nocciole con pezzettini di nocciole, i tartufi al cognac, il cacao da fare in tazza..e tanta altra roba così..
Sinceramente, è il cacao più buono che io abbia assagigato in vita mia, roba da perdere la testa e dare dipendenza, e se viene un brufolo in più, chissene frega.
Se passate dalle parti di Pistoia fate una piccola deviazione perché ne vale la pena.

per la serie affaracci miei: si può pagare 8 euro per delle fototessera in cui alla fine si viene fuori gialli?


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Si stava meglio quando si stava peggio

Domenica ero a pranzo a casa mia, a quella di origine proprio, e visto il freddo assurdo io e mamma abbiamo gentilmente obbligato babbo ad accendere il camino.
Ahhhh…che bello il mio camino acceso, caldo caldo, spazioso spazioso, mmmm..
Vabbè, praticamente abbiamo fatto un pranzo molto old-style, proprio come quelli che faceva mamma quando era piccola nel suo paesino di 20o persone (e poi vi meravigliate se io non ho i geni adatti per vivere in città?), quasi tutto cucinato sul camino.
Prima la carne, un po’ di rostinciana (anche se mi sa che si scrive rosticciana) alla griglia, e poi ceci cotti al camino nella pignatta e patate cotte nella cenere.
Dunque, facciamo un punto della situazione:
– per i ceci: bisogna armarsi di pazienza, quindi metterli a bagno la notte prima, versarli poi nella pignatta o nel fiasco (come nella foto) con acqua, aglio e rosmarino, metterli accanto al fuoco per un paio d’ore circa, dipende poi dal calore del camino. Quando riprendete la pignatta prendete un guanto da forno, che uno non ci pensa, ma scotta da matti!
– per le patate: Si tagliano le patate a metà per il senso della lunghezza, con la buccia. Si fa poi uno spazio nel camino, fra la cenere, si mettono le patate a testa in giù, si ricoprono con un tegame di terracotta e si ricopre di brace, per un’oretta e mezzo circa. Nella foto qui sotto le patate sono ricoperte da un recipiente di alluminio perché non avevamo niente di adatto di terracotta, quindi sono un po’ mimetizzate fra la brace!
Alla fine il risultato sono delle patate croccantissime esternamente e morbide dentro, con un sapore tutto nuovo, che niente ha a che vedere con delle patate cotte al forno; vanno solamente condite con sale ed olio, si mangia tutto, buccia compresa. Da provare assolutamente.

Dopo aver visto Ratatouille ieri sera, ho solo voglia di stare in cucina!

 


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Creme & creme

Sono qui che tento di digerire un panino che mi sono fatta per pranzo, ma non un panino col prosciutto già confezionato, un panino da maestri, come ho imparato a fare da “Panino amore mio” del Gambero rosso.
Purtroppo non ho la foto, perché l’abbiamo divorato in trenta secondi e mi è venuto in mente solo dopo di fotografarlo, però vi dico i pochissimi ingredienti che sono serviti per fare questa bontà:
– pane per hamburger
– insalata fresca
– salsiccia schiacciata a forma di hamburger
– occorrente per houmous, la cui ricetta si trova qui, che non è una vera e propria salsina, ma io l’ho utilizzata come tale, veramente buonissima!!
Basta scaldare il pane, un cucchiaino di houmous, insalata, salsiccia e ancora salsa. Divino!

E ora tanto per far cambiare pagina a tutti i maschietti, visto che si avvicina la stagione invernale, è bene fare un punto della situazione su cosa comprare in profumeria. Consiglio ovviamente il trattamento in tre fasi della clinique, che è fondamentale per avere pelle pulita, per proteggerla dallo smog, e per non avere più quel simpatico brufoletto mensile che ci viene a trovare immancabilmente a TUTTE.
Importante è anche la crema superidratante, da mettere sera e mattina “Moisture surge extra”, sempre di clinique.
Questo invece è fondamentale per chi ha come me le occhiaie, a qualsiasi ora del giorno e della notte e in qualsiasi condizione psicofisica, è della Lancome, ed è la migliore che ho provato.
Per quanto riguarda il trucco, se avete una cinquantina di euro da spendere, e non sapete proprio cosa farci, c’è questa “exclusive création 4 camelias de chanel(nome di una pomposità imbarazzante), che sono 4 rossetti cremosi a forma di camelia in 4 tonalità, una trasparente e 3 rosa diversi, in una confezione veramente bella.

p.s: Per chi non l’avesse notato, ho messo un’immagine di Lucy nella colonna di destra, cliccandoci sopra si potrà vedere ogni settimana una striscia dei Peanuts, che ho deciso di mettere dato che sono il mio fumetto preferito!


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Dei fagiolini multiflavour #2

Ecco qui i doni che mi sono stati portati da Londra dall’amata Kikka o Sarah, che dir si voglia. Da sinistra si distinguono: porta-muffin a pois, candela a forma di muffin, spilline che ritraggono me e lui, jelly beans e bustina colorata.
Siccome nel suo blog ha spiegato in maniera piuttosto chiara tutta la storia e il marketing che c’è dietro ad un prodotto così poco made in Italy come i Jelly Beans sviscerando ogni punto di vista, mi sembrava carino mettere un’immagine delle caramelline gommose dal vivo, tanto per unire i due blog e fare una cosa per così dire interdisciplinare, come tanto piaceva ai professori nei lontani anni di scuola superiore.

Mentre io cerco di completare una tesina di tedesco che proprio non vuole venire bene e faccio accostamenti più o meno azzardati di fagiolini gommosi, creando qualcosa di simile ad un disgustoso tiramisù alla liquirizia o a un muffin al kiwi, mi ascolto il nuovo dei Mùm che si intitola Go go smear the poison ivy e scopro che è inaspettatamente più pop degli altri e non sono più glicchosi (si scriverà così?) come prima. Subito dopo tocca ai Pinback che con Autumn of the Seraphs su Blow Up hanno preso 7/8 e ai Canadians, dai quali non so davvero cosa aspettarmi, perché si, il blog di Dietnam lo leggo spesso, ma non ho mai sentito nemmeno una nota uscita dai loro strumenti. Vi farò sapere!