Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Le parole sono importanti.

Dato per scontato l’assunto che ci ha insegnato il buon Nanni Moretti e che da il titolo al post, ecco che finalmente qualcuno cerca di dare alle parole il giusto spazio, per lo meno 3 minuti.

In tre minuti si possono fare molte cose tipo un buon tè, scegliere un libro, fissare un punto nel nulla senza motivo, mettere a posto la spesa, scegliere quale album ascoltare, decidere cosa fare stasera, dire una cazzata immane, dire la frase che ti farà perdere una persona per sempre, scrivere un messaggio, chiamare la mamma per lamentarsi della tosse, trovare quel pezzo del puzzle che proprio non riuscivi a trovare, leggere almeno 10 strisce dei Peanuts, decidere cosa fare per cena. Così, per dire.
Oppure si può ascoltare Beppe Severgnini che parla brillantemente della parola della settimana in “3 minuti, 1 parola” che andrà in onda ogni lunedì.
Il video è un video, però Beppe è un cartone, disegnato alla vecchia maniera dal magistrale Francesco Angeli.
La parola di questa settimana è “risibili.”

E vi metto il link perché sono idiota e non so mettere i video.

Qui.

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Sono tarrabbiata

No, non è un errore di battitura, è la mia personale traduzione di sangry, ovvero quando sei triste (sad) e arrabbiato (angry), che è quella sensazione che hai quando sei affetto da un disturbo stagionale.
Per lo meno secondo questa esilarante lista di 7 inconfondibili segni:

1. You notice that Seasonal Affective Disorder has the initials SAD, and you’re both sad and angry about this. You make up a new word, “sangry,” and you are. Sangry.

2. You build 14 detailed snowmen with various personalities and traits. Then you kill them. With a blowtorch.

3. Warm cookies cheer you up. At least the first couple dozen do. Then they make you sangry.

4. You build 14 more snowmen, all different from the first 14, but they meet the same fate. And before they do, you say, “Now you will meet the same fate!” as if they understood you and feared the blowtorch.

5. The happy cries of children yelling “snow day!” sound like actual crying to you, and you join in, which scares the children, and then they really do cry.

6. You go swimsuit shopping to cheer up. That’s how bad it’s gotten.

7. You build 14 more snowmen, put swimsuits on them and feed them cookies. Then, the blowtorch.

via.

 


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Bright Eyes – Haile Salassie

Finalmente il mio adorato e musicalmente bulimico Bright Eyes è tornato e siccome tra poco sarà pronto il suo nuovo album “the people’s key” (che uscirà il 15 febbraio, il giorno del suo compleanno), ha preparato per noi un bel singoletto che si intitola “Haile Salassie” (negus etiope e leader della cultura rastafariana), che si può scaricare cliccando sul link qui sotto, basta mettere a disposizione la propria mail. Finalmente, dicevo, è tornato sotto il nome di Bright Eyes, il che ci fa presumere una battuta d’arresto alla sua svolta folk, che ci era comunque piaciuta.

http://api.saddle-creek.com/efa/014/embed.php

Per ora non posso fare a meno di notare che la copertina è una delle più brutte di sempre, e mi dispiace, perché Conor ha sempre avuto buon gusto per l’estetica.

Qui c’è un’intervista che ha rilasciato all’Interview Magazine, e già me lo immagino con le sue meravigliose scarpe raggae rosse.
Di sicuro il ragazzo è maturato, tratta temi un po’ più complessi (tra cui anche la fantascienza di K. Dick o di Vonnegut)  ma dovrò ascoltarlo un bel po’ di volte ancora per farmi un’idea sulla sua svolta, in fondo sono ancora troppo affezionata a quel ragazzino un po’ sfigato che faceva l’amore con la sua chitarra.


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Verdena unplugged

I Verdena sono tornati e pare, ma dico solo che pare, siano anche maturati un po’.
Dopo aver ascoltato “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” pensavo che il loro problema irrisolto fosse ancora quello dei testi, nel senso che a una certa età se ne hanno un po’ le palle piene di “io bevo in te”, “tu mi incolli”, “io e te ma tu lei no si noi”, “eh però”, “cogli” e cose varie..Invece devo ammettere che i pezzi che hanno suonato in questo unplugged non sono male.
Quindi qui sentiamo, nell’ordine: le scarpe volanti, miglioramento, razzi arpia inferno e fiamme, Rossella all over.
E poi devo ammettere anche che il mio debole per Alberto, dopo gli anni dell’adolescenza, non è ancora passato.


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Le grandi scoperte del XI secolo

No, non si tratta di un articolo scientifico. Si tratta di una brevissima riflessione che chiamerò eufemisticamente sociologica.

Dunque, è iniziato tutto quando l’altro giorno ero al computer con la tv accesa in sottofondo e a un certo punto è iniziato una specie di riepilogo del grandefratello. Non ho seguito molto la questione, però il succo è che c’era uno dei ragazzi che aveva avuto una storia con ben e dico ben tre ragazze dentro la casa. E a questo punto cosa viene in mente a quel furbacchione del grandefratello? Ma è ovvio, di fare vedere a tutte e tre in separata sede, i filmati degli approcci del giovane in questione. Il risultato? Litri e litri di lacrime versate perché “cioè, lui a detto alle altre le stesse cose che ha detto a me???? Cioè le frasi identiche,cioè, io credevo di essere speciale, cioè, lui mi ha detto blablabla..” A quel punto ho acceso il bollitore per farmi un tè sorridendo sorniona, e per fortuna il rumore dell’acqua che ha iniziato a bollire ha coperto il resto degli squittii.
Non so come sia finita, ma amo pensare che le tipe lo abbiamo circondato, insultato, coperto di vergogna e fatto sentire un essere inferiore a loro. Amo credere che lui alla fine abbia pensato “certo che sono davvero una merdina paracula.” Amo pensare che lui si sia reso conto di quanto sia una piccola persona senza fantasia e che una persona senza fantasia non dovrebbe nemmeno avere il privilegio di essere in vita. Ma so che purtroppo non sarà successo niente di tutto questo.

Comunque, ecco, questa vicenda incresciosa mi ha portato un po’ a pensare. Credo che tutti sappiano che io ritengo le donne esseri infinitamente superiori agli uomini, però il mio non è femminismo allo stato puro, perché in fondo, io penso che siamo complementari. Credo che una ragazza debba avere accanto qualcuno che la riporti a terra, che le faccia capire che se una cosa è semplice, bisogna affrontarla in maniera semplice, perché quella cosa è davvero semplice (tipo x+y non x+2y[3y:15x-8y+x]=4). Una persona che faccia sparire le paranoie, perché le paranoie non servono, anzi, non esistono. Nella loro semplicità, gli uomini sono quelli secondo me, andranno avanti.
Non sono cattivi, non è che non ci tengono, ma credo che proprio non arrivino a capire che due donne si conquistano in due modi diversi (si vabbè, ci sono donne e donne, ma io ora sto parlando di DONNE, non di femminette), hanno bisogno di due tipi di attenzioni diverse, hanno due interessi diversi, e vanno affrontate in due modi diversi, perché hanno due modi diversi di affrontare i problemi. Quindi, piccola e ingenua concorrente secca del grandefratello, quel ragazzo lì non è cattivo o superficiale, no, è semplicemente un ragazzo. Prenditelo così com’è, fatti portare a cena fuori e fatti intortare finché dura.
Perchè la saggezza popolare nel mio piccolo paese dice che finché dura fa verdura.
Poi tanto lui ti lascerà per una che somiglia il più possibile a sua mamma, che gli laverà le mutande, gli preparerà la cena, gli stirerà le camicie, non farà mail le lasagne buone come quelle di mamma perché sennò mamma si offende e, possibilmente, lo tradirà con il suo migliore amico.