Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Revolverheld

Tra parentesi, in Germania sta spopolando questa canzone che è diventata ormai l’inno di questi Europei 2008, si può ascoltare dovunque, prima durante e dopo le partite, alla radio, alla tv, in giro per la città.

Revolverheld – Helden 2008

Diciamo che in Germania hanno ancora da trottare in fatto di musica mainstream..

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Berlin erleben..

Non ero sparita, ero a Berlino per una vacanzina relax..

Direi che mi sono tolta un po’ di sfizi, sia commerciali (Starbucks e KaDeWe) che quelli turistici, avendo visto praticamente tutti i punti caldi di Berlino.
La cosa che mi ha colpito è sicuramente l’ordine, tipico dei tedeschi, è vero, ma per riuscire a mantenere una metropoli così ordinata ci vuole davvero classe..I mezzi funzionano benissimo, tanto che non si ha mai la sensazione di essersi persi, perché dovunque, anche nel quartiere più malfamato, c’è un mezzo per tornare a casa.
Ovviamente dato che io devo organizzare qualunque cosa, per smorzare la tensione dell’aereo mi sono fatta un programmino delle cose da vedere giorno per giorno, dedicando il primo a conoscere il quartiere dove era l’hotel e ad assaggiare un delizioso currywurst e gli altri a vedere siti storici.
Ho visto il Checkpoint Charlie, La porta di Brandeburgo, il quartiere diplomatico, Alezanderplatz e quant’altro.
Mi sono innamorata di Kreuzberg, il quartiere turco, con palazzi colorati, piccoli ristoranti turchi e un’aria che sa di est..
Poi ovviamente dato che sono appassionata della storia del muro, sono stata un paio di volte a Potsdamer Platz, una piazza che oggi è il centro nevralgico della città e dove si incontrano uffici ultramoderni e pezzi del muro esattamente dove sorgeva.
Venerdì invece, dato che pioveva, ci siamo dedicati ai musei, e allora ci siamo goduti una bella mattinata a visitare la Gemäldgalerie, dove sono raccolti tantissimi quadri di pittori italiani, francesi e fiamminghi, e devo dire che imbattermi nella Venere di Milo è stata un’esperienza grandiosa..
E se per caso qualcuno deve andare a Berlino consiglio il Museo della Fotografia di Helmut Newton, che è diviso in due parti: la prima al piano terra dove sono esposti gli oggetti di lavoro e gli effetti personali di Newton (comprese le varie condoglianze spedite alla moglie dalla Tatcher, dalla Sig.ra Chirac, da D&G, da Yves Saint Laurent..), e la seconda parte al primo piano con foto e una mostra sui paparazzi.
Per quanto riguarda il cibo, devo ringraziare la guida della Lonely Planet, che ci ha indirizzato verso i migliori ristorante della città; abbiamo provato lo spagnolo, pesce freschissimo e ottimo, poi un vietnamita, un bavarese e un macrobiotico. Ovviamente abbiamo anche azzardato a provare un italiano per placare la voglia di pasta, ma direi che era meglio se ci tenevamo la voglia..
Questo è il vietnamita, una zuppa di noodles di riso e pollo e un’anatra in crosta, super!

Questa sono io da Starbucks, finalmente!:


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Dntel again

Linko ancora un pezzo che DNTEL ci ha generosamente regalato..

è il remix di un pezzo di Erin Lang, una bellissima e dolcissima cantante canadese che ovviamente ho scoperto solo grazie a Jimmy Tamborello, di quelle che piacciono a me, tutta voce fioca e chitarra, qualche tamburello qua e là, di quelle che mi immagino a cantare con un vestito a fiori in un campo di grano mentre il sole tramonta e il cielo cambia colore..
Il suo album si intitola “You are found” e questo è il sito.

Erin Lang-You’re better off (DNTEL rmx)


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Sex & the city? Sex & the boredom

Ora, so che andrò contro al gradimento popolare con questo post, ma sono pronta anche ad intavolare una discussione se qualcuno avesse voglia di farlo, però per favore non condannatemi.

Dunque, domenica mattina, tempo brutto quindi niente mare, non ho voglia di studiare, benissimo, vedo se su sky c’è qualcosa. Noto che fanno una maratona di Sex & the city, e dato che sono l’unica ragazza nel giro di chilometri che non abbia la più pallida idea di chi sia questa famosa Carry che va in giro con borse e scarpe da capogiro (che io non potrò mai avere) e quindi non sono potuta andare al cinema a veder il film con le mie amiche (?), ho deciso che forse oggi era la volta buona per iniziare a seguire la serie.
Le puntate durano 30 minuti pubblicità compresa, e alla fine me ne vedo 4; si, sto dalle 10 a mezzogiorno davanti all tv. Chissene frega, sono in ferie!
Il fatto è che dopo la quarta puntata ce n’erano altre due da vedere, ma dopo i primi 10 minuti della quinta ho spento. Ero sfinita, non ne potevo più. Forse il mio giudizio è influenzato dall’indigestione che ne ho fatto, magari era meglio una puntata al giorno, preso in piccole dosi il telefilm da più dipendenza.
Fondamentalmente il problema è che l’ho trovato monotono.
Tutte le puntate assolutamente uguali. 4 bellissime ragazze, di cui non ne ho vista lavorare nemmeno una, senza problemi di soldi, con casa propria, che parlano solo di sesso, di averlo grande/piccolo, di orgasmi, e che ogni puntata trovano un gran fico con cui concludere la serata.
Si ok, è un telefilm, ma a me fa venire i nervi. Anche Ellie McBeal era assurdo, improbabile e fantasioso, ma almeno affrontava temi un po’ diversi, cioè sullo sfondo c’era sempre il sesso e la disperata ricerca di un partner, ma almeno intorno ai protagonisti succedevano ALTRE cose.
Forse è così solo la prima serie?
Ditemi di si per favore, perché io non voglio credere che milioni di ragazze se ne stanno incollate alla tv e fanno la fila per vedere il film, sognando di avere scarpe e vestiti che non avranno mai, sognando vite che non esistono, sognando vite senza il minimo intoppo..
A me non ha lasciato niente, un po’ di curiosità, un po’ di pathos, qualcosa a cui pensare prima di addormentarmi, niente.
Il mio pensiero è stato “si, carino, ma che palle.”
Anche se ammetto che la vita sarebbe molto più leggera se l’unica preoccupazione fosse decidere con chi scopare stasera.


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Pane, amore e fantasia

Ieri sera ho deciso di sacrificare la sessione settimanale di Scrubs per guardare un film di cui ho sempre sentito parlare ma mai visto, ovvero “Pane, amore e fantasia“, capolavoro del ’53 di Comencini.
Attori principali, Gina Lollobrigida, Vittorio de Sica, Tina Pica (fanstastica).
Sarà che mi ricorda l’infanzia di mamma, sarà che metà della mia famiglia abita nella zona in cui si svolge il film, sarà che il dialetto della Lollo è un po’ anche mio, sarà che la scena della processione l’ho rivissuta ogni 1 agosto (quando portano la Madonna alla chiesetta ggiù), ma il film mi è proprio piaciuto.
La storia è molto semplice, un paesino di contadini della Ciociaria, la più bella del paese contesa fra più uomini che alla fine si concede al giovane carabiniere, e il maresciallo appena trasferito che si innamora prima di lei e poi di Anna, la levatrice del paese.
Ma la trama deve essere semplice, perché il bello del film è tutto il resto, è tutta la vita che si svolge in paese, i vecchietti che parlano in piazza, le ragazze che si spostavano con l’asino, il venditore di tessuti che chiama a gran voce tutte le donne che poi litigano per la stoffa più bella, la mamma di Maria che cerca di maritarla in tutti i modi perché avere una figlia non sposata era un’infamia, le donne in processione per andare da Sant’Antonio, la domestica del maresciallo che gli fa da mamma (una Tina Pica fantastica!).
Un paese povero, ma estremamente vitale, terra di lavoratori, di pettegoli e di curiosi, un paese fantastico, che rispechia perfettamente quella che era l’Italia contadina del dopoguerra. Perché chi viveva nelle città forse non ha mai conosciuto la vita di paese; ci sono cose che non si possono spiegare, le sensazioni, le parole, le antipatie, la vita di piazza, il non chiudersi mai in casa, l’andare nel bosco a raccogliere fragole, o funghi, o ciliegie o quello che c’era. Essere poveri si, ma sapendosi accontentare di quello che dava la terra, della propria famiglia senza prentendere altro.
Il titolo stesso del film, nasce da questa battuta:

De Sica: «Che mangi»?
Contadino: «Pane, marescià!»
De Sica: «E dentro?»
Contadino: «Fantasia!!»

Tanto per la cronaca, metà della mia famigila abita qui (e ovviamente riempie tutto il paese):

E quella bambina in posizione da gringo è mia mamma in una foto dell’epoca:


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Tschü:s

Allora, il mio infinito stage è terminato ieri, ho 20 giorni di vacanza prima di venire assunta con uno stipendio da miseria, ma questa è l’Italia, si sa che una persona la si paga quanto meno possibile, indipendentemente da quanto valga.. come dice Fabri Fibra, questo succede solo in Italia.
In ogni caso oggi vado a casa, mare, sole (anche se le previsioni mettono pioggia), salsedine, riposo…E poi Berlino, di cui metterò qualche foto non appena tornerò a fine mese!!

Appena metterò le mie mani sull’Ipod Touch poi vi dirò come mi ci trovo..

Tschüs