Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Interpol, lights. Again

Anche gli Interpol sono scesi sulla terra e ci hanno gentilmente concesso la possibilità di scaricare gratis il loro nuovo singolo.

Nonostante il loro primo album sia nel mio cuore per vari motivi, e nonostante un paio di loro siano davvero simpatici e mi abbiano regalato un bel concerto gratis da dietro le quinte, devo amettere che si sono appiattiti terribilmente, rasentando la banalità monocorde.
E questo singolo non fa che avvalorare la mia tesi, tanto che pure il titolo è davvero scontato. Sono sicura che è colpa di Paul.

Qui.

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I’m so tired

“Buonasera, sono xxx, come posso esserle utile?”
” Ciao xxx, vorrei attivare una nuova linea telefonica..”
“Perfetto, io prenderò i suo i dati e bla bla–poi le darò il numero e blabla..”
“Ok, grazie mille. Ah, xxx, dato che ho meno di 30 anni, vorrei usufruire dell’incentivo statale”.
“L’incentivo? Ma è una procedura lunga e poi lo sconto non è di tanto..”
” Prego???” – forse ho sentito male-
“Dico, che è una procedura mooolto lunga e poi lo sconto non è di tanto”
” …”

Caro xxx, finché io avrò diritto, anche solo a uno sputo da parte dello Stato, e potrò godere del mio status di non ancora trentenne, puoi star sicuro che quello sputo me lo vengo a prendere fino al call center in cui lavori. Crétino.


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La ragazza dei perché

Lei era sempre stata una ragazza piuttosto normale, aveva la sua cerchia di amici, usciva spesso e robe così.
Poi tutto d’un tratto si è chiusa come un riccio e ha tirato anche fuori le spine. Non voleva più parlare con nessuno, né di sé né dei suoi problemi, pensava che tutto sommato fosse più facile così, senza dover dare spiegazioni a nessuno.
Lei era una ragazza che pensava continuamente, aveva sempre qualche idea che le girava per la testa, storielle che si raccontava nella mente, ma ultimamente si sentiva parecchio più triste del solito. E non ne capiva il motivo. Poi, una mattina, mentre stava aspettando l’autobus ha capito cosa c’era che non andava, ha capito come mai non andava d’accordo con gli altri.
I perché.
Ecco cosa non andava, mancavano i perché.
La gente con lei non si era mai spiegata. E lei, di quelle spiegazioni, ne aveva bisogno, erano la sua linfa vitale. Capire le cose era ciò che la faceva andare avanti nella vita, una specie di missione. Per ogni evento, cosa, azione c’era di seguito una spiegazione. E tutto era perfetto.
Ma in fondo, lei si è resa conto che quelle risposte le mancavano fin da piccola, quando la mamma, pur amandola sopra ogni cosa, preferiva liquidare con un “perché è così” o con un “perché i bambini non lo fanno” la sua sete di conoscenza e la sua curiosità.
Lei era una ragazza davvero curiosa, oh si.. si divertiva a cercare i significati delle parole sui dizionari, si divertiva a frugare tra i libri delle superiori quando non era sicura di qualche data, se stava guardando un film e le passava per la mente “chissà i tedeschi come dicono quella roba lì” si fiondava sul dizionario cercando di schivare i vaffanculi delle coinquiline e la curiosità spesso era l’unica cosa che vinceva sulla sua pigrizia e le dava la forza di alzarsi dal divano.
Ma ora, anche ora che era grande, quando chiedeva un perché alle persone, non aveva mai risposta.
E questo la faceva stare davvero male; lei le spiegazioni le dava sempre a tutti, era un dovere morale. Le spiegazioni si devono agli altri.
Le spiegazioni servono per capire come mai una cosa è andata in un certo modo e aiutano a superare qualche momento difficile. Ma lei, ovviamente, non poteva riuscire a superare un bel niente se nessuno le spiegava certe cose.

E allora lei non ha ancora deciso se cadere nella trappola del non spiegarsi mai e scappare o se continuare per la sua strada e aiutare gli altri a capire senza ricevere niente in cambio.


Lo so che è invernale, vecchia e arrivo dopo anni alle cose, e anzi, ci arrivo solo grazie alle segnalazioni dei miei pusher di mp3 di fiducia che sono Polaroid e Inkiostro, ma mi ci vuole un po’ di tempo per apprezzare le cose. Poi però, di canzoni come questa, mi innamoro alla follia.


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L’ombrellaio donne, è arrivato l’ombrellaio

Quando avrò finito di ridere, magari ci faccio un post più corposo.
Per ora non riesco a smettere di ridere però!
Bodymax Marks & Spencer.

Update:
Ok, forse ho smesso di sghignazzare e non vedo l’ora di trovarmi davanti un ragazzo che sia inguainato dentro uno di questi corsetti da uomo (giuro, c’è chi l’ha chiamato così, dico io, il corsetto è una delle cose più femminili e più ottocentesche ever) e tenti invano di dimenarsi cercando di respirare o di grattarsi, senza riuscirci. A mio modesto parere quest’aggeggio è inutile per due motivi:

  1. Quando finirete a letto con una ragazza, il momento in cui cercherete di dimenarvi per togliervi suddetta guaina facendo finta che sia una normalissima maglietta della salute, ma rimanendoci irrimediabilmente incastrati dentro, sarà di un imbarazzo raggelante e la serata finirà sicuramente lì, perché alla ragazza verrà un fortissimo mal di testa.
  2. Dopo i 30 tutti i ragazzi hanno la pancia. Noi lo sappiamo tutte. Fine. E’ la natura, vi ha fatto così, e basta.

Che poi, tutto sommato, un po’ di pancetta è pure rassicurante.