Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Clizia temporary shop

Proprio ieri mi è arrivato l’invito per partecipare all’inaugurazione del Temporary Shop di Clizia Ornato, una delle mie artiste preferite di cui ho già parlato qui.
Quindi per le amanti del genere, l’appuntamento è per il 13 Dicembre dalle ore 18:00 alle ore 22:00 in Via Vizzani 8, ovviamente a Bologna.

Per qualsiasi informazione basta scrivere una mail alla padrona di casa da qui.

invito clizia

Per i pochi lettori del blog vi chiedo scusa se lo aggiorno molto di rado, ma ho una vita talmente incasinata che non riesco nemmeno ad uscire per una birra, figuriamoci ad aggiornare un blog..
Ci saranno tempi migliori, per questo blog e per me, spero..

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Il bel mestiere del traduttore

Il mestiere di riflettere

Il mestiere di riflettere.
Storie di traduttori e traduzioni.

Racconti di:

Federica ACETO, Susanna BASSO, Rossella BERNASCONE, Emanuela BONACORSI, Rosaria CONTESTABILE, Federica D’’ALESSIO, Riccardo DURANTI, Luca FUSARI, Daniele A. GEWURZ, Giuseppe IACOBACI, Eva KAMPMANN, Chiara MARMUGI, Anna MIONI, Daniele PETRUCCIOLI, Laura PRANDINO, Anna RUSCONI, Lisa SCARPA, Denise SILVESTRI, Andrea SIROTTI, Paola VALLERGA, Isabella ZANI

A cura di Chiara Manfrinato

Traduttore, traditore” recita un vecchio adagio.
Noi traduttori non ci sentiamo affatto traditori, però. Semmai traditi, delle volte.
Dietro buona parte dei libri che fanno bella mostra di sé nelle vetrine e sugli scaffali delle librerie ci siamo noi: noi con il nostro lavoro quotidiano, col nostro fare talvolta la guerra e talvolta l’’amore con il romanzo di turno.
Già, perché la nostra è una vita agrodolce, una vita segnata dall’’invisibilità, condizione che a volte ci sta a pennello e altre volte ci sta un po’ stretta. Bene che ci vada, siamo un nome che fa capolino da un frontespizio.
Questa è una raccolta di racconti, di storie: storie di traduzioni ma soprattutto storie di traduttori. Perché tra queste pagine, tra queste righe c’’è il nostro lavoro, c’è la nostra vita, ci siamo noi.>>

A partire da un romanzo e quindi da un’’esperienza di traduzione, alcuni tra i più brillanti e noti traduttori italiani ci raccontano storie di lavoro, di passione, ma anche -e soprattutto- di vita.

Qui, per una volta, i traduttori sono gli autori.

* Appuntamento a Bologna, Biblioteca Ruffilli, vicolo Bolognetti 2, ore 18.30 per incontrare gli autori ed importunarli su come possiamo riuscire a diventare bravi come loro.


4 commenti

Yes, they did

Evidando di cadere nella solita trita polemica del “guarda gli americani come sono avanti, e noi da 15 anni abbiamo sempre i soliti politici che ci rubano i soldi” (cosa peraltro vera), linko l’acceptance speech di Obama, di ieri a Chicago.
Poi appena lo trovo su Youtube lo posto anche.

Vi invito ad ascoltarlo, a piangere di gioia con gli americani, ad ammirare il carisma di quest’uomo, a sperare che il mondo riuscirà a rialzarsi dalla merda in cui sta affondando, e si, anche un po’ a vergognarvi e sentirvi piccoli piccoli per come noi italiani siamo indietro miliardi, miriadi, triliardi di anni luce.
E ringraziatemi che non ho voglia di cercare un qualsiasi discorso di quel cretino che è al governo per fare il confronto.

Comunque, vogliate perdonarmi se per deformazione non ancora professionale, ho notato soprattutto il fatto che Obama, un uomo nero, americano, di Chicago, parla un inglese che dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole. Mi ha lasciato senza parole.

L’unico neo, qualcuno aiuti la neo first lady con i suoi abiti, l’ho vista in più di un’occasione accostare die colori da brivido, ma sono convinta che si può fare.

Obama acceptance speech – 04.11.2008- Chicago

L’unica cosa che mi mancherà: i “great moments in a president’s speech” al David Letterman Show.