Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Jay-ho. Oh no.

Parliamone.
Ho cercato di evitarlo ma mi propinano questo pezzo in ogni secondo, cercando di farla entrare nella mia testolina e sperando che io dica qualcosa del tipo “ehi, che groove questo pezzo, non riesco a non pensare, e fa proprio penare all’India”.
Niente di tutto questo.
Finora la consideravo veramente brutta, ma non avevo ancora visto il video..
E mi chiedevo come caspita avesse fatto a vincere l’Oscar come miglior colonna sonora, una canzone che ridicolizza così la musica indiana. Infatti ho scoperto che l’oscar l’ha giustamente vinto la canzone originale, scritta da A.R. Rahman per Sukhwinder Singh per il film Slumdog Millionaire.
Poco dopo la canzone è passata nelle mani del frullatore Scherzinger, che, evidentemente dopo aver sentito il profumo dei soldi e forse anche il profumo di casa, l’ha spezzettata, triturata finemente, ha aggiunto un po’ di olio e prezzemolo e l’ha ben rovinata, ovviamente accompagnata da quelle mummie delle Pussycat Dolls che si porta sempre dietro nemmeno fossero attaccate con la colla.
La parte cantata da lei fa schifo, è proprio fastidiosa.
Per non parlare di quello che si vede nel video. Delle cretine tarantolate, vestite e pettinate come delle bratz, accompagnate dal cattivo gusto in fatto di abiti che le contraddistingue da sempre. Qualcuno dovrebbe dir loro che non basta dipingersi il tilak sulla fronte per sembrare indiane. Qualcuno dovrebbe dir loro che forse possono coprire anche qualche centimetro in più di pelle oltre alle tette per sembrare indiane. Qualcuno dovrebbe dir loro che i fouseaux rossi non fanno così indiano quanto loro credono.
Il balletto è dei loro soliti, 60 movimenti al minuto, tutti fatti in maniera approssimativa con la Scherzinger davanti che canta e le altre dietro che evidentemente nella vita non hanno altre aspirazioni se non rendersi ridicole dietro a una cantante, con il pietoso scopo di rendere omaggio al balletto del film ( che in realtà è molto più lento, pacato, coreografico e dotato di senso compiuto).

A questo punto mi chiedo come mai Malvestite non ne ha ancora parlato, anzi la invito caldamente a farlo.

Questo è il video della coreografia del film, con la canzone originale, l’altro non lo metto perché mi fa cagare, però se lo volete vedere lo trovate su youtube.


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I dolci di Marie Antoinette

Avete visto Marie Antoinette?
Bravi.
Avete visto la scena in cui lei è in una stanza piena di dolci?
Bene.
Quei dolci non erano finti, ma erano fatti da una pasticceria parigina che ha il laboratorio guarda caso lungo gli Champs Elysées e che si chiama Ladurée. Fanno pasticcini, fanno i cosiddetti macarons (che vengono aromatizzati con dei gusti base e dei gusti che cambiano a seconda della stagione e anche dell’estro dello chef) e fanno anche dolci per matrimoni, i noti wedding cakes.
Non so quanto possano essere più buoni di pasticcini fatti da un laboratorio italiano, ma in quanto a estetica non li batte davvero nessuno..roba da tuffarsi sulle torte e riempirsi di marzapane e panna.
Ovviamente hanno anche alti prodotti, i soliti saponi, confetture, pacchetti regalo e bla bla..ma io se andassi a Parigi, un salto a prendere un macaron alla rosa indiana o ai fiori d’arancio, ce lo farei..

p.s. : La scena del film a cui mi riferivo, è questa:


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Filippo Timi

Due venerdì fa ho visto Filippo Timi, attore perugino, per la seconda volta alle Invasioni Barbariche, e per la seconda volta mi sono innamorata di lui.
Si si proprio innamorata. Non che sia bello subito, si nasconde dietro la barba da orco e ha gli occhi sempre rossi perché ha un problema per cui non vede molto bene, se ho capito dovrebbe vedere solo ombre o poco più.
Ecco a me è proprio questo che mi piace. Balbetta, ci vede poco, suda da matti quando la Bignardi lo intervista amichevolmente, eppure sa ridere di queste sue sfighe, e quando è in teatro si trasforma, diventa un animale da palcoscenico, non sbaglia una battuta, non un intopppo, niente.
L’anno scorso ha raccontato che da piccolo era preso in giro da tutti gli amici e poi si è reso conto che quando recitava riusciva ad essere un bambino “normale” come gli altri.
Per me lui è un mago, mi ha tenuto incollata al televisore sperando che l’intervista durasse almeno mezz’ora in più, è uno di quelli che si ascolterebbero per ore anche perché secondo me ha da dire e insegnare davvero tanto. Avere un problema e trovare da soli un soluzione e farne un lavoro svolto in maniera esemplare (ha vinto il premio Ubu come miglior attore under 30) è una grandissima prova di coraggio, soprattutto fa da esempio per chi si butta giù al primo ostacolo che la vita gli pone e sta tutto il tempo a piangersi addosso.
Oltre ad aver fatto chili di teatro, ha recitato in “Saturno contro” e ha scritto due libri, “Tuttalpiù muoio” e l’ultimo che sta presentando in questi giorni “E lasciamole cadere queste stelle“. Da quello che ne o sono in questo libro ci sono racconti scritti dal punto di vista di varie donne, e a detta della Bignardi sembrano realmente scritti da donne, e tendo a fidarmi di persone che leggono molto più di me!
Sono sincera, non ho letto nessuno dei due libri, ma sabato mi fiondo in libreria a comprarne almeno uno, sono davvero curiosissima di sapere come scrive, se lo fa come recita, mi innamorerò una terza volta.
Tra l’altro sabato alle 18.00 sarà proprio qui a Bologna in via Goito (dovrebbe esserci una piccola libreria o una grande?chi lo sa, tanto la via non è lunga), per presentare il libro, io credo proprio di esserci, anche se sarò da sola, sono davvero incuriosita.
Qui c’è li sito.
Qui il myspace.
Qui c’è un filmatino, così tanto per gradire, con tutta la mia ammirazione.


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Ratatouille

L’ho scritto bene? No perché io ho dei problemi col francese, e per cercare su google ho provato almeno 12 volte, sbagliando sempre le lettere.
Dunque, finalmente l’altro giorno sono andata al cinema e l’ho visto, ovviamente dopo aver buttato in terra una cofana di pop-corn suscitandola vergogna dei miei amici e dopo essermi sorbita una buona mezz’ora di inutile pubblicità e un divertentissimo corto della Pixar, intitolato “Stu, anche un alieno può sbagliare”.
La trama del cartone penso che ormai la sanno tutti, c’è questo topolino che scopre di amare la cucina degli umani, si intrufola in quello che era il migliore ristorante di Parigi, e blablabla… Non continuo casomai qualcuno non l’avesse ancora visto.
Mi è piaciuto davvero tanto, direi che nella mia personale classifica dei cartoni preferiti balza in testa, superando Shrek, forse anche perché ultimamente sono piuttosto invasata con la cucina, le ricette e tutto il resto. La prima parte è forse un filino più noiosetta, perché racconta la storia del topino e di come arriva al ristorante, ma la seconda parte secondo me è geniale, brillante, con una serie di gag divertenti e per niente scontate. Un cartone senza parolacce, doppi sensi o cretinate del genere, che possono vedere davvero tutti.
Per non parlare poi dell’espressività dei personaggi, che ormai ha raggiunto vette altissime. Secondo me la scena del topino dentro al vasetto, quando è sulla Senna che parla con Linguini, è veramente sorprendente, mi ha lasciato a bocca aperta.
Per quanto riguarda la ricetta della ratatouille, piatto francese fatto di verdure, ne potete trovare una valida qui, dalla mia chef preferita, che ha rifatto proprio la ricetta come quella di Remy. Il piatto sembra semplice, ma non lo è affatto e lei spiega tutto molto chiaramente nel post.