Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Dopo aver passato una serata piuttosto divertente per salutare il nubilato di una delle mie migliori amiche che fra qualche giorno realizzerà il suo sogno (si, quella storia per cui si dice che ogni ragazza sogni fin da piccola il giorno del matrimonio e baggianate varie..) ho concluso la nottata cercando di pulire le mie scarpe preferite (un paio di Chie Mihara comprate in un meraviglioso negozietto di Bergamo) su cui qualche minuto prima la futura neo sposa ha pensato di riversare la sua cena+alcol, e smaltito la sbornia fra imprecazioni varie e senso di colpa per essermi dimenticata che l’ha fatto in un momento in cui non era di certo in sé. L’incidente fra l’altro mi ha ricordato quella puntata in cui a Miranda si rompono le acque proprio sulle scarpe rosa che Carrie aveva appositamente comprato per il suo appuntamento con Big, che era tornato da non so dove (forse da Parigi) solo per lei, con la differenza che non c’era nessun Mr. Big nella mia serata, ma soprattutto nessun bambino in arrivo..
In ogni caso mi è venuto in mente di dare un’occhiata a delle scarpe per il matrimonio visto che sono terribilmente indietro con gli acquisti, e  Frizzifrizzi è venuto puntualmente in mio soccorso pubblicando un posto sulle creazioni di Sonya Parenti, italo americana attualmente a Londra che ha collaborato con gli stilisti più grandi.
Ecco, se qualcuno si stesse chiedendo cosa significa il titolo del post, beh è facile intuire che si tratta del mio numero di scarpe, casomai qualcuno volesse suonare alla mia porta con queste:


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Il libro è più bello [cit.]

In un momento di noia, stremata dagli scatoloni che non smettono mai di propormi libri, calendari, ricordi, fogli e cose inutili che mi ero dimenticata di avere e che richiedono a gran voce di guadagnare il proprio posto nella nuova casa, e priva dell’ispirazione giusta per scrivere il nuovo capitolo della tesi più lunga del mondo (nel senso di tempo impiegato, non di pagine scritte, ovviamente), ho deciso che era il momento di vedere quest’Alice nel Paese delle Meraviglie di Burton.
Carino, si, ma niente di più che la storia di Alice riproposta con gli effetti speciali del 2010, perché, non smetterò mai di ripeterlo, il vero genio lì, è Carrol che, avrà avuto tutti i disturbi mentali che vi pare, a quello si è inventato un mondo che sa solo lui..
E comunque, dicevo, del film la cosa che mi è rimasta più nella mente sono i vestiti della spocchiosa biondina, nessuno escluso, ma soprattutto, questo, per cui vorrei poter tornare bambina e non odiare il carnevale, vorrei che mia zia mi cucisse questo vestito come faceva con gli abiti di Rossella O’Hara che immancabilmente iniziavo a proporle dai primi di gennaio:


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Nià Creations Pièce Unique

Ho appena scoperto le creazioni di Nià Creations Piece Unique, accessori realizzati da tale Stefania Marcon, giovane e bravissima designer di casa nostra che riesce a creare oggetti decisamente contemporanei con pizzi, perline, paillettes (quanto vorrei che un giorno piovessero paillettes..) e materiali che fanno tanto “Re Sole”. Fatemi dire che sono meravigliosi e ora che ho i capelli corti non vedo l’ora di avere uno di quei cerchietti.
Lei si descrive così:

“La musica nel dettaglio crea un chiasso impossibile da ignorare, le collezioni Nià Creations Piece Unique accordano gli strumenti per prepararsi alla performance live: la quotidianità di chi le indossa, rendendo ogni donna un assolo.
Rockaholic piuttosto che shopping- addicted, Nià ascolta il ritmo che si diffonde nell’aria e si prepara a scrivere una canzone, servendosi di materiali recuperati dai cassetti del tempo, ai quali infonde nuova vita. Cromature tattili che sconvolgono la routine fashionista e nessun guardaroba sarà più lo stesso.”

Dove c’è rock, design e paillettes, c’è il mio cuore.
Altre info e una cascata di immagini nel suo blog. Io davvero non so scegliere..


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Nostra-Damus

Come tutte le femmine ho una gran passione per le borse, anche se poi mi si può trovare in giro sempre con le stesse perché le più belle sono gelosamente conservate nell’armadio accuratamente impacchettate da qualcuno che sa farlo meglio di me.
Comunque ho appena scoperto questo brand N’Damus che fa base a Londra (ma va?) che crea borse e accessori unici con pelle riciclata o come dicono loro “unique pieces for all who dare to add the definitive edge to complete their outfit”.

C’è poco altro da aggiungere se non che si può comprare direttamente dal sito e si, se qualcuno vuole farmi felice può regalarmi una di queste borse, sono talmente belle che non voglio nemmeno scegliere il colore.


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L’occhio di pernice non è mai una cosa buona

Questo ulteriore ed inutile post, è ispirato da quello che vedo in giro, sul bus e lungo le vie del centro.

borsa borbonese
La bruttezza della borsa Borbonese con questa fantomatica fantasia a “occhio di pernice” è palese..è brutta, puzza di antico (e non di vintage!) e non sa di niente.Ora, non voglio fare la morale perché per mia fortuna ho in casa qualcuno che le borse le produce, è solo una questione di gusto, e quella borsa non ne ha.
Se proprio volete una borsa di Borbonese, già che siete in negozio, abbiate più gusto!
Voglio dire, chi la vuole una borsa che ha la fantasia a occhio di pernice????


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Nei rami re-opening

Proprio oggi pomeriggio a Bologna ci sarà l’inaugurazione del nuovo spazio di “nei rami”, uno dei negozi più belli, fantasiosi e originali della città.

L’appuntamento è in via Testoni 5/1, proprio in centro, (traversa di via Ugo Bassi) alle 17:00 ci sarà una lettura per bambini con merenda organizzata da Saltimbanco, dalle 19:00 concerto unplugged di Diva Scarlet, aperitivo e dj set di Morra Mc.

Se siete da quelle parti siete caldamente invitati a passare, perché nel negozio potrete trovare un mucchio di cose bellissime, vestiti, accessori ed un nuovo spazio di giochi per bambini. Nei rami infatti ospita oltre alle creazioni della proprietaria anche le creazioni della mia adorata Clizia Ornato, ma anche cappelli di Rub&Dub e di Lunia, Goga Bargellini, di Federica Morchio, abiti di Daniela Salernitano, Bubilda e Piera Rapino.
Ci vediamo lì!

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Pocahontas

In questi giorni mi è venuto un po’ il trip delle piume, soprattutto dopo aver acquistato un cerchietto, che avrei potuto indossare dignitosamente solo se avessi vissuto negli anni ’20 (anche se devo dire che la cosa mi interessa relativamente, è comunque uno degli acquisti di cui vado comunque più fiera EVER).
Mi riferisco agli oggetti creati da Jillian, nota anche come Headmistress, dalle cui mani escono fuori queste piccole opere d’arte:

immagine-3

Qui potete trovare sito e blog. (Segnalato da frizzifrizzi).

Questi invece sono gli orecchini creati da Aya-Nikole Cook per Haji Couture Accessories, che crea gioielli in piume colorate e pelli esotiche, legno, metalli preziosi and so on, in un’esplosione di colori che richiamano però alla natura

orecchini

Qui il sito, minimal ma efficace.