Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Ladurée sbarca in Italia, vive la globalisation

E finalmente uno dei miei sogni si è avverato (sogni gastronomici, s’intende) e Ladurée è finalmente arrivato anche da noi.
Ne ho già parlato un pochino a suo tempo, Ladurée è una delle pasticcerie più famose di Parigi, non necessariamente la più buona, è più un marchio di fabbrica che altro, ma è davvero bella da vedere, di quelle cose che ti riempiono gli occhi e assorbono tutto il grigiore di un una città per poter ridare agli abitanti solo colore, un po’ come fa un prisma con la luce. Una di quelle cose che fa bene vedere la mattina prima di entrare in ufficio.
Anche se il rovescio della medaglia è il fatto che ormai, dovunque vai trovi tutto, e quindi i macaron, tipicamente francesi, ora possono essere acquistati anche a Milano, Berlino, Londra, perdendo un po’ di quel fascino spocchiosamente parigino che li rendeva forse ancora più buoni.
Per ora però se passate per via Spadari a Milano, fate un salto a rifarvi gli occhi.

Il prossimo sarà Starbucks, lo so.


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L’arte del cioccolato

Si sa che oltre al noiosissimo (per i miei amici) tè, l’altra mia passione è il cioccolato.
Non Lindt, quello è per profani, non i baci Perugina, e per carità non i Ferrero Rocher. Mio fratello mi ha portato un sacco di cioccolata da Bruxelles e lì la sanno fare, non c’è che dire, ma quella che per me non batte nessuno è quella di Slitti, un cioccolataio che sta in provincia di Pistoia.
Me l’ha fatto conoscere mio babbo che non so come ci è arrivato, ma io ormai sono praticamente Slitti-dipendente..Questo qui è il sito, e ci sono tutte le immagini di tutte le cose buone che fanno.
In pratica il signor Slitti ha delle piantagioni in Brasile, se le fa coltivare e se le lavora nel suo bello studiolo a Monsummano Terme.
Sinceramente, non so nemmeno scegliere qual’è la cosa più buona che fanno, le tavolette di cacapo puro, la crema di nocciole con pezzettini di nocciole, i tartufi al cognac, il cacao da fare in tazza..e tanta altra roba così..
Sinceramente, è il cacao più buono che io abbia assagigato in vita mia, roba da perdere la testa e dare dipendenza, e se viene un brufolo in più, chissene frega.
Se passate dalle parti di Pistoia fate una piccola deviazione perché ne vale la pena.

per la serie affaracci miei: si può pagare 8 euro per delle fototessera in cui alla fine si viene fuori gialli?


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Teapottery

Navigando per l’etere, di riposo tra una pagina di management e l’altra, ho scovato un sito fantastico, di una dita inglese che fabbrica teiere, o come è giusto chiamarle “teapots“, molto famose in Inghilterra e ricercate dai collezionisti. Ci sono teapots di diverse forme, grandi, medie e piccole 8 e sono veramente piccoline) ed ognuna ha una forma particolare; non si può non morir dal ridere guardandole!
Tutti sanno che ho una passione sfrenata per il tè, quindi questo potrebbe essere messo in un’ipotetica lista di regali per Natale/compleanno, chefra l’altro cadono a distanza di 3 giorni. Questi oggettini oltre a svolgere la funzione più comune di teiera, fanno anche arredamento, e ognuno può scegliere quella che preferisce in base ai gusti o al mobilio.
Passiamo ad alcuni esempi concreti (ovviamente scelgo quelle che piacciono di più a me, ma sul sito ce ne sono molte di più), così potrete vedere quanto siano rifinite bene fin nei minimi particolari:
teiera per nerd

Teiera vasca con paperella

Teiera tostapane (questa è un must, perché oltre a fare da teiera fa anche da tostapane!)

Teiera lavandino

Teiera vecchia radio

Il sito è molto chiaro anche se ovviamente tutto in inglese, ma tanto ormai lo capiscono tutti..C’è anche una sezione dedicata alla storia delle teiere, al fatto che nacquero prima in Cina e poi, dato che anche in Inghilterra prese piede l’abitudine di bere tè, cominciarono pure loro a prodursi le teiere da soli.
Ovivamente sono acquistabili direttamente dal sito!


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Accostamenti improbabili: Mùm+tè bianco

Mentre sorseggio un caffè sperando che riesca a farmi tenere le palpebre abbastanza aperte per riuscire a studiare, mi ascolto il nuovo MùmGo Go Smear the Poison Ivy” e scopro che è inaspettatamente bello, nonostante l’artwork discutibile, diverso dagli altri forse anche per il fatto che la formazione è cambiata e le due gemelline sono uscite dal gruppo; e mi sono innamorata al primo ascolto della breve “Moon pulls” per via dell’introduzione di pianoforte, credo, e si sa che il piano su di me ha un effetto devastante..
Molti pensano che siano un gruppo noioso per via dei suonini ricercati glicchosi e la voce della cantante quasi ultraterrena (o tediosa a seconda dei punti di vista), invece a me piacciono tantissimo, proprio per quei suonini e non riesco a smettere di ascoltare “Finally we are no one” in giornate settembrine così limpide e frizzanti come quelle di oggi.
Mi ispirano dolcezza, una dolcezza non umana, impalpabile, e per un po’ riesco a non sentire il peso dello stress e della frenesia della vita quotidiana.
Ecco perché in questo clima di tenerezza i pensiero è subito andato a “cosa starebbe bene con i Mùm?Ma certo, alla bevanda più delicata del mondo, il tè bianco!sisi, i Mùm SONO il tè bianco!”
il tè bianco è molto pregiato e raro, perché deriva dalla prima fogliolina all’apice del fusto del tè e i germogli vengono raccolti prima che si schiudano, il che avviene solo due giorni all’anno e basta una giornata ventosa per mandare all’aria, letteralmente, tutto il raccolto. La bevanda appare in foglioline argentate, che danno un tè chiaro e delicato, e così come il tè verde fa molto bene per la salute, per la prevenzione delle carie e per rafforzare il sistema immunitario.
Costa uno sproposito, ve lo dico, mi ricordo alla Via del tè ce n’erano due versioni, una da 50 € per 50g e una da 10 €; io ovviamente ho preso quello più economica, e faceva piuttosto schifo, aveva un retrogusto di melanzana che non aveva davvero niente di pregiato e delicato, ma sono convinta che il tè più costoso sia veramente buono, e prima o poi, finanze permettendo, lo proverò. Con dei biscottini al burro mgari, di quelli inglesi, che ne mangi uno e sei a posto per una settimana, mmmmm, che bontà..


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Di Starbucks e altre leggende metropolitane

L’altra sera si è discusso con lei di come a Londra si stia bene e di come sia piacevole passare qualche ora in uno Starbucks, con i divanetti in velluto e queste gigantesche tazzone di caffè a dei gusti piuttosto improponibili.
E io ho detto “ma vedrai che a Milano staranno già programmando un’apertura” e mi è stato risposto che con le lobby di baristi italiani sarà praticamente impossibile che facciano aprire una specie di grande magazzino del caffè americano (perché anche se fanno l’espresso, non sarà davvero niente di simile a quello dei nostri bar), mi è anche stato detto che appunto, forse è proprio Starbucks stesso che non è interessato ad aprire un mercato in Italia, proprio perché qui il caffè è un discorso un po’ particolare.
Io ho pensato che il problema non è l’espresso, perché quello continuerà ad essere il miglior modo per passare la pausa-caffè; è più che Starbucks incarna una concezione di bar diversa dalla nostra (non ci sono mai stata, è vero, ma so comunque di cosa si tratta); noi al bar ci passiamo giusto quei 2 minuti per un caffè, o al massimo 10 minuti per bere un succo con le amiche, poi inizi a vedere il barista che ti guarda storto perché stai occupando un posto senza consumare. Lo Starbucks è diverso, ci puoi passare le ore, assaggiare i dolcetti, andare su internet col tuo portatile (cosa impensabile in Italia, dove piuttosto che darti internet gratis si tagliano un braccio, forse solo negli alberghi ma tanto lo mettono nel conto della stanza), leggere il tuo libro preferito e bere questi buffissimi bibitoni di “Mocha Frappuccino”, “Amaretto Cappuccino” o “Caramel Macchiato” con quintalate di panna e il cioccolato sopra.
Insomma qui non si tratta di mettere in discussione il nostro favoloso espresso, quello resterà sempre unico, e nemmeno il nostro cappuccino (anche se ormai i baristi che lo sanno fare davvero si contano sulle dita di due mani), ma di riuscire a goderci di più un momento piacevole come quello del bar, di riuscire a rilassarsi senza aver sempre il pensiero di doversi alzare per non occupare il tavolo inutilmente, di gustarci una fetta di torta e intanto mandare una mail ad un’amica o aggiornare il blog!
Ci stavamo chiedendo anche dove sarebbe la città migliore per aprire, io ho banalmente proposto Milano, ma ha vinto Bologna con due voti a uno. Quindi, il nuovo motto dopo “anche io voglio una rotonda sotto casa” sarà “anche io voglio uno Starbucks sotto casa”.
Tra l’altro sono rimasta piacevolmente colpita dal fatto che anche lei abbia parlato un bel po’ di tempo fa della stessa cosa!

Capitolo musica: a me l’album dei Canadians non è mica dispiaciuto..Summer teenage girl ha un vago sapore di nerdata alla Weezer, ma sarà che mi ha piacevolmente accompagnato durante la scrittura di questa malefica ed inutile tesina, il mio giudizio è positivo! Cari miei Candians, però, permettetemi di dire che la copertina non mi piace, ci ho provato ma proprio non mi piace; e dore che so per certo che vi sono arrivate delle cose mooooooolto più carine… (cough cough)
Scaricatevi She moves Francis da lui, perché merita!
E poi si, io arrivo dei mesi dopo, però la canzone della motorola spakke! Per la cronaca è degli Shiny Toy Guns- Le Disko.


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my cup of tea

Stanotte ho dormito 5 ore. Sei andata a ballare, direte voi? no. Sei andata a bere con le amiche? no. Dovevi lavorare e ti sei svegliata alle 5? no. Ah ecco, devi farti le analisi del sangue alle 7 del mattino? no. Semplicemente una notte di insonnia. Ora, soffrire di insonnia a 25 anni non è il caso, e non voglio essere così disfattista solo per una notte dormita male; per di più Mirella mi ha rincuorato dicendomi che è il cambio stagione, tanto più che questa è stata la prima notte fresca da mesi; e siccome lei è più grande di me, le voglio credere.
Quindi, stamani alle 7 apro la finestra, respiro la deliziosa aria settembrina del mattino e il mio primo pensiero è stato “si, è la mattina ideale per ricominciare a bere il mio adorato tè verde jasmine“.
Finora mi sono sempre servita alla Via del tè, negozio di Firenze specializzato in tè provenienti da tutto il mondo, in quanto, appena è iniziata la mia passione per il tè questo era quasi l’unico posto dove poterlo comprare, quindi andavo, facevo un po’ di scorta ed ero contenta per qualche mese.
Tempo fa invece mi hanno fatto scoprire questo negozio di Bologna, stregaTE, che è altrettanto ben fornito, la ragazza al bancone molto disponibile e preparata (ci ha insegnato un trucchetto per fare un buonissimo tè freddo!), e ha tutte quelle cretinerie che piacciono a gente come me, vedi zucchero aromatizzato, colorato, a forma di foglia, cuore, marmellate d’arbo (marmellate che finora ho trovato solo in trentino e si, quando i miei ci vanno in vacanza mi faccio portare da loro i barattolini, sono una gourmet d’altronde!).
Ho comprato un etto di tè verde China Jasmine, 50 g di tè verde alla menta piperita e pepe rosa, che vi assicuro, freddo è fantastico, rinfrescante e con un sentore leggermente speziato che però si sente pian piano in bocca, per niente invadente, e una bustina di zucchero colorato rosa, per una spesa di 9.20€, che è onesto, considerando che un etto di tè mi basta per un paio di mesi.
Quindi, questo posto sarà la mia nuova mecca in città!
Per di più, navigando in uno dei miei blog preferiti ho trovato anche una ricetta interessante di cosiddetti Scones, che pare siano ottimi con il tè, anche se voglio chiedere se è possibile una variante, perché a me l’uvetta non piace.
Quindi si, la stagione del tè è iniziata!