Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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welcome back Polly

Non sono mai stata una fan sfegatata di Pj Harvey, se non per un breve periodo durante l’adolescenza, quel momento in cui il classico amico più grande ti apre le porte del favoloso mondo della musica indipendente con quelle compile registrate nelle cassette, che un giorno, a quasi 30 anni, ti ritrovi a sbucaltare tutta la camera per cercare di capire dove diavolo siano finite perché “di sicuro, io non l’ho buttata.”

Dicevamo, PJ Harvey è tornata e a giudicare dai primi ascolti, direi alla grande. “Let England shake” è un album meraviglioso, sicuramente uno dei modi migliori per iniziare l’anno.
Si può ascoltare integralmente qui.

Per ora In the dark places è la mia preferita, ma, conoscendomi cambierò idea altre mille volte.

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Mike Skinner dice basta

Una di quelle notizie che uno non vorrebbe leggere la sera, stanca, appena rientrata da lavoro.
Pare che Mike Skinner aka The Streets abbia intenzione di smettere dopo la pubblicazione del quinto album Computers and blues in uscita fra poco, e lo dice qui, in una lunghissima intervista sul Guardian. Sedetevi comodi e leggete..

Io però continuo a sperare che magari si riprenda e che la fine del progetto The Streets porti all’inizio di qualcosa di nuovo.
Intanto ci dice che il nuovo album sarà “all about dancing and CHATTING SHIT. 45 minutes of 130 bpm style straight spittin. one more banger. dancing music to drink tea” oltre che “dark and futuristic”.


 


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Bright Eyes – Haile Salassie

Finalmente il mio adorato e musicalmente bulimico Bright Eyes è tornato e siccome tra poco sarà pronto il suo nuovo album “the people’s key” (che uscirà il 15 febbraio, il giorno del suo compleanno), ha preparato per noi un bel singoletto che si intitola “Haile Salassie” (negus etiope e leader della cultura rastafariana), che si può scaricare cliccando sul link qui sotto, basta mettere a disposizione la propria mail. Finalmente, dicevo, è tornato sotto il nome di Bright Eyes, il che ci fa presumere una battuta d’arresto alla sua svolta folk, che ci era comunque piaciuta.

http://api.saddle-creek.com/efa/014/embed.php

Per ora non posso fare a meno di notare che la copertina è una delle più brutte di sempre, e mi dispiace, perché Conor ha sempre avuto buon gusto per l’estetica.

Qui c’è un’intervista che ha rilasciato all’Interview Magazine, e già me lo immagino con le sue meravigliose scarpe raggae rosse.
Di sicuro il ragazzo è maturato, tratta temi un po’ più complessi (tra cui anche la fantascienza di K. Dick o di Vonnegut)  ma dovrò ascoltarlo un bel po’ di volte ancora per farmi un’idea sulla sua svolta, in fondo sono ancora troppo affezionata a quel ragazzino un po’ sfigato che faceva l’amore con la sua chitarra.


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Verdena unplugged

I Verdena sono tornati e pare, ma dico solo che pare, siano anche maturati un po’.
Dopo aver ascoltato “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” pensavo che il loro problema irrisolto fosse ancora quello dei testi, nel senso che a una certa età se ne hanno un po’ le palle piene di “io bevo in te”, “tu mi incolli”, “io e te ma tu lei no si noi”, “eh però”, “cogli” e cose varie..Invece devo ammettere che i pezzi che hanno suonato in questo unplugged non sono male.
Quindi qui sentiamo, nell’ordine: le scarpe volanti, miglioramento, razzi arpia inferno e fiamme, Rossella all over.
E poi devo ammettere anche che il mio debole per Alberto, dopo gli anni dell’adolescenza, non è ancora passato.


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Oh Jens, you’re seing love through a different lens

Come si fa a non innamorarsi perdutamente di lui?
Di lui che ci regala un nuovo pezzo di quelli che ti entrano dentro, ti tolgono il cuore e te lo mettono sul tavolo sbattendoti in faccia tutti i tuoi fallimenti, in modo che riesci a vederti da fuori e farti tanta, tanta pena (che fra le altre cose è il sentimento che più odi al mondo). E poi arriva qualcuno che ti dice che nella vita non si può fallire, ti da nuova energie e pensi “ma quanto altro tempo voglio perdere dietro a tutto questo?”. E allora, sempre ascoltando questo pezzo, riprendi il tuo cuore in mano, lo rimetti a posto e esci di casa, perché un cuore infranto, dopotutto, non è la fine del mondo.

The end of the world is bigger than love, qui la scaricate e leggete come è nata.