Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


2 commenti

Kitchen Area

Sono appena tornata dalla mia prima riunione di condominio, pallosissima e relativamente inutile…
Ma al mio rientro ad aspettarmi c’era una cosa molto, molto, molto buona, questa torta allo yogurt con panna alle fragole:

Perdonate la foto, ma non sono davvero capace, e perdonate anche il modo approssimativo con cui ho spalmato la panna, ma vi assicuro che è una delizia da mangiare!
Ingredienti per la torta:
3 uova
1 vasetto di yogurt
2 vasetti di zucchero
2 vasetti di farina per dolci
1 vasetto di fecola di patate
1 vasetto di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

si sbattono prima le uova con lo zucchero e lo yogurt, si aggiunge poi piano piano la farina e il vasetto di olio, versato molto lentamente. Aggiungere vanillina e lievito per ultimi. Come vedete per fare questo dolce si usa il vasetto di yogurt come unità di misura per tutto!

Ingredienti per la panna alle fragole:
150 g di fragole
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di succo di limone
200 g di panna fresca

Per fare la panna alle fragole bisogna molto semplicemente fare una riduzione di fragole da aggiungere alla panna appena montata. Tagliare le fragole in piccoli pezzi e metterle in un pentolino con lo zucchero e il succo del limone, quando il composto inizia a diventare liquido frullarlo con un mixer a immersione. Nel frattempo montare la panna e aggiungervi quindi il composto di fragole.
Usate alcune fragole lasciate da parte per decorare, e vi prego, non copiate la mia decorazione perché rovinereste il dolce!!
Rocca, Lenz, Frikki, Piri o chi vi pare, se volete fare un salto, fino a domani un pezzettino di torta ci dovrebbe essere anche per voi :)


6 commenti

I movimenti dei Booka Shade

Stavo spulciando la mia cartella “musica” e non appena sono arrivata alla B di Booka Shade ho avuto un flash, ovvero mi sono dimenticata di parlare del live set che hanno fatto a Bologna, più o meno un mesetto fa, il 23 febbraio, all’Estragon.
Premetto che ci sono quasi stata trascinata, avevo lavorato come un treno per 8 ore e mezzo, faceva freddo, e avrei voluto starmene in poltrona con un plaid e un tè caldo, ma la mia vita sociale aveva bisogno di essere mantenuta in vita, e allora ho deciso che sarebbe stata una bella serata, nemmeno troppo lunga.
Nemmeno un’ora dopo ero all’Estragon, dove suonavano gli Zen Circus, un gruppo di Pisa nemmeno troppo male, che però ha commesso un errore davvero stupido da fare su un palco, ovvero dire una frase piuttosto acida sul gruppo che li avrebbe seguiti, dando velatamente degli idioti a tutti quelli che come me erano lì che aspettavano che i Booka si mettessero a suonare. La frase incriminata è la seguente: “E ora lasciamo il palco A Booka Shade, tanto ormai la musica che piace è solo quella registrata”. Uscita piuttosto infelice in quanto dimostri di non sapere cosa voglia dire live set, e dimostri una conoscenza limitata del panorama musicale attuale. Ma non approfondisco la questione, che sarebbe tropo lunga.
Quindi i tedeschini salgono sul palco, un po’ di musica per iniziare a muoversi, e ad un certo punto, BOOM, sono partiti, e dopo 3 cuba libre mi sono ritrovata ad aver fatto il vuoto intorno a me, perché prendevo tutti a gomitate e pestoni senza riuscire a smettere di ballare..Sono stati bravissimi, ritmi assassini, una coordinazione che tutto ha tranne che dell’umano, i suoni giusti per non farci mai smettere di muoverci. E un titolo migliore di Movements, per quel secondo album non potevano davvero sceglierlo.
Non credevo che mi sarebbero potuti piacere tanto, ma credo che abbiano capito che stavamo apprezzando dal fatto che non li volevamo mandare via dal palco, eravamo in pochi ma urlavamo tutti “One more, one more”..
Alla fine volevo andare anche da loro, provare a dirgli che erano stati grandi, ma poi ho pensato che sarebbe servito davvero a poco, ho pensato che la cosa migliore per far vedere che si sta apprezzando un live set sia ballare, ballare e ballare, e noi eravamo pochi là dentro, ma abbiamo ballato tutti più che potevamo..
Ero sudata fradicia, ma dopo un’ora di live set, le 8 di lavoro le avevo già dimenticate.


Lascia un commento

I’m back

Finalmente oggi è venuto un umarell della Telecom e mi hanno messo questa benedetta linea telefonica e la connessione ad internet. Mi sento tornata di nuovo in contatto col mondo esterno, (non che sia andata chissà dove, mi sono solo trasferita in un altro appartamento) solo che avrò bisogno di una settimana almeno per rimettermi in pari e trovare qualcosa di cui parlare, non che di roba non ne sia successa in questo periodo..
Però sono rimasta davvero indietro, non so più quali album sono usciti, quali film, quali libri..insomma, come dicevo ai tempi delle superiori, ovo!

Per cui, stay tuned!