Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Dopo aver passato una serata piuttosto divertente per salutare il nubilato di una delle mie migliori amiche che fra qualche giorno realizzerà il suo sogno (si, quella storia per cui si dice che ogni ragazza sogni fin da piccola il giorno del matrimonio e baggianate varie..) ho concluso la nottata cercando di pulire le mie scarpe preferite (un paio di Chie Mihara comprate in un meraviglioso negozietto di Bergamo) su cui qualche minuto prima la futura neo sposa ha pensato di riversare la sua cena+alcol, e smaltito la sbornia fra imprecazioni varie e senso di colpa per essermi dimenticata che l’ha fatto in un momento in cui non era di certo in sé. L’incidente fra l’altro mi ha ricordato quella puntata in cui a Miranda si rompono le acque proprio sulle scarpe rosa che Carrie aveva appositamente comprato per il suo appuntamento con Big, che era tornato da non so dove (forse da Parigi) solo per lei, con la differenza che non c’era nessun Mr. Big nella mia serata, ma soprattutto nessun bambino in arrivo..
In ogni caso mi è venuto in mente di dare un’occhiata a delle scarpe per il matrimonio visto che sono terribilmente indietro con gli acquisti, e  Frizzifrizzi è venuto puntualmente in mio soccorso pubblicando un posto sulle creazioni di Sonya Parenti, italo americana attualmente a Londra che ha collaborato con gli stilisti più grandi.
Ecco, se qualcuno si stesse chiedendo cosa significa il titolo del post, beh è facile intuire che si tratta del mio numero di scarpe, casomai qualcuno volesse suonare alla mia porta con queste:


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Nocturnes- stories of music and nightfall

Mi sono innamorata di questo libro solo guardando la copertina, e più vado avanti nella lettura più non riesco a farne a meno. Lo porto sempre con me, nella borsa, nella valigia, in spiaggia.
E’ bello anche perché ogni volta che lo chiudo mi viene voglia di ascoltare alcune fra le voci più belle della storia della musica, tipo questa, per poi ritrovarmi sul divano, con una lacrima e un timido sorriso:

Btw, il libro è Nocturnes, di Kazuo Ishiguro, ve lo consiglio.


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Piccoli pianisti crescono

E ad altri, un po’ più grandicelli come me, che avevano quasi appeso gli spartiti al chiodo (per la sola ragione che il pianoforte non è proprio comodo da portare in giro per traslochi), basta poco per essere felici. Finalmente ho trovato gli spartiti di Yann Tiersen, così quest’estate oltre a fare bagni di sole, tramonti in spiaggia, aperitivi, bagni con l’elefante gonfiabile, rivincite a racchettoni, potrò passare qualche tardo pomeriggio a suonare. Era l’ora. Il prossimo passo sarà trovare lo spazio per portare il pianoforte qui, ma per ora è più probabile che un cammello passi per la cruna di un ago.


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E salutiamo anche Dispenser

In Italia ultimamente c’è una strana abitudine, quella di chiudere, chiudere le trasmissioni più belle che ci sono, e spegnere il microfono a chi rende piacevole ascoltare la radio perché la fa con passione e anche professionalità.
Quindi, hanno deciso di chiudere anche Dispenser, la trasmissione di Radiodue storicamente condotta prima da Bordone e ora dal beneamato Costantino della Gherardesca e dall’ormai bolognese Federico Bernocchi, facendolo peraltro con una certa classe, ovvero con un articolo su Vanity Fair, peccato che si siano dimenticati di dirlo prima ai conduttori, che per ora commentano con poche parole e con lo stile che li contraddistingue.


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Teen shit

Pensavo che dopo “sweet 16” Mtv USA non potesse produrre uno pseudo reality peggiore e invece mi sbagliavo..
Oggi, ad esempio, è successo che sono entrata a lavoro 2 ore più tardi, e invece di fare colazione con la sigla finale di Scooby Doo e l’inizio di Heidi, che intanto è fortunatamente tornata sui monti dopo la noiosissima parentesi Frankfurtese, mi sono deliziata gli occhi con una serie di ragazzini viziatissimi che hanno delle case da paura, che comunque, secondo me non esistono.

Vabbè.