Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Sul tradurre

“Sul tradurre- esperienze e divagazioni militanti” è un libro bellissimo. E’ un libro bellissimo per chi come me ha sentito la chiamata della traduzione ma non sa dove sbattere la testa, per chi come me quando legge un libro tradotto deve inesorabilmente comprare su amazon la versione originale perché deve sapere per forza come era in originale quel determinato gioco di parole, o per chi, come me, è semplicemente innamorato dell’italiano.
Susanna Basso, l’autrice, è una delle traduttrici più attive del panorama italiano, e ha deciso di raccontare le proprie fatiche, i propri errori e le proprie soddisfazioni in 160 pagine meravigliose (volevo scrivere meravigliose pagine, ma qualcuno mi ha detto che il mio vizio di mettere l’aggettivo davanti al nome fa troppo Manzoni, quindi apprezzate il mio sforzo!).
Si percepisce fin dalle prime righe che questo libro viene dal cuore, e se ne ha la certezza quando l’autrice racconta senza vergogna a noi lettori inesperti i suoi primi tentativi di tradurre Kazuo Ishiguro, un autore piuttosto difficile, che ha preso la grammatica inglese, l’ha fatta sua e ci ha costruito intorno gli intrecci di libri interi, ma anche quando ci racconta il suo metodo di traduzione.
Questo piccolo manuale andrebbe conservato gelosamente nella propria libreria e andrebbe riletto ogni volta che di fronte ad un testo che ci da la sensazione di non riuscire ad onorare nella propria lingua, venga voglia di mollare tutto e fare domanda alle poste.

Quando siedo davanti alle parole di un autore e ascolto la sua scrittura declinare una voce che non mi appartiene, io so che solo con l’invidia saprò sorvegliare il testo dell’altro mentre si fa mio. So di dover utilizzare ogni sillaba del mio invidioso ascolto a garanzia di una fedeltà che non ha nulla a che fare con l’eterna disputa tra la lettera e il senso, ma che si realizza nell’intima impossibilità di staccarmi da tutto ciò che compone la geometria e il mistero di una voce. l’invidia è la mia risorsa; accompagna la lettura, l’elaborazione silenziosa e la genesi del testo tradotto.

Qui trovate anche una breve intervista fatta da Ilide Carmignani (no dico..)

E grazie al mio filosofo di fiducia per avermelo consigliato!

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Axolotl Roadkill

“E questa è la mia vita.
Ha una fine struttura cristallina, è traslucida e ha una consistenza termosensibile; è sfocata, è come una vasca sommersa permeabile dalla quale scappare il prima possibile per ritrovarsi improvvisamente a cinquecento metri sott’acqua tra un banco di famelici pesci giganteschi. Decido di rimuovere da questo istante ogni momento di lucidità con la ketamina o con la frase “50 whisky&soda, grazie!”. I mondi di mezzo sono ormai il mio unico contatto con la realtà, o per la precisione con la verità e dopo anni di apatia sono la sola presa sulla vita stessa.
Non vedo nient’altro che onde blu, alghe e capodogli color ocra con le fauci spalancate. Ogni volta che sono ad un passo dal ritrovarmi incastrata fra i denti di uno di questi bestioni con la ferma convinzione di morire di lì a pochi secondi, diventa improvvisamente tutto nero. E non capisco più se sono sdraiata, o in piedi o se sono ancora seduta ni braccio a questo capellone malandato che dorme a petto nudo in uno dei divanetti fatti apposta per scopare.
Per prima cosa vedo una moltitudine di figure nere e minacciose.
Poi mi si avvicina una cicciona vestita con una tutina di latex che mi offre un tovagliolino mentre porta a spasso al guinzaglio tre tipi che sembrano asessuati.

Le chiedo: “Può darmi piuttosto il boa constrictor per un attimo?”. Il mio sguardo ora è catturato da un’ulcera nelle fauci del pesce nella cui bocca sto nuotando. Chiudo gli occhi e quando li apro di nuovo mi trovo con Ofelia e due sconosciuti in un gabinetto. Non appena prendo coscienza del mio corpo e mi rendo conto che riesco a pensare autonomamente, ecco che la memoria a breve e lungo termine smettono di andare in sincrono. Il passato e il presente si fondono, le fauci del pesce e l’ambiente isterico che mi circonda si dissolvono l’uno nell’altro, la percezione del tempo è uno spazio in cui si ammucchiano i ricordi. Mi sembra quasi di morire, vengo presa dal panico, mi convinco che questa condizione non dipende dalla mia morte imminente, ma piuttosto dai processi neurochimici che avvengono nei lobi temporali del mio cervello. Ofelia è in piedi sulla tazza che prepara tre righe di speed sul muro che separa i due gabinetti. Intanto scaraventa ridendo la cintura e una scarpa di là dalla porta. Non riesco più a distinguere i bassi dei migliori dj europei dai rumori di quelli che stanno fuori dalla porta. Ho una mano tutta mia, due gambe tutte mie, e un senso dell’equilibrio tutto mio. Mi faccio strada tra le pareti di acciaio e la neutralità iperdimensionale di una situazione che può obiettivamente essere definita come “inadeguata”. Come ho detto: acciaio. Pozze di vodka, corpi, bocche, capelli, sudore, voglie sotto le ascelle, un terrier tedesco tatuato sul braccio di una pr, carne cruda, luci strobo.

“Ehi, guarda che pupille hai!”
“Grazie della conversazione.”
Il tipo di prima dell’ecsasy intanto si nasconde dietro ad una maglia blu di ciniglia e masticando una gomma mi appiccica alla parete come se fossimo nel video di una ballata rock.
Io urlo:” Ehi bello, vattene via, dai”
“Posso fotografarle?”
“Vada a farsi fottere!”
“dai, fammi fotografare un attimo le tue pupille!”
“no, vattene!”
“Per caso conosci il film Romance? Perché possiamo amarci solo se c’è un tavolo fra di noi?”
“Conosco Ultimo Tango a Parigi, dove c’è la ragazza che improvvisamente spara a Marlon Brando e lui, poco prima di morire con un buco in pancia, appiccica una gomma sotto il balcone. Yes, yes, yes.”

Ecco, questa è la mia traduzione di un estratto dal romanzo che ormai è diventato il caso editoriale tedesco, ovvero “Axolotl Roadkill” Di Helene Hegemann,  un romanzo che letto in tedesco è di una perfezione disarmante, con delle intuizioni assolutamente geniali che in italiano viene fuori una cagata.
Il problema non è quello della traduzione in sé, ma che la scrittrice (una viziata 17enne figlia di papà) usa un linguaggio davvero troppo tedesco, sviscera le questioni senza lasciare spazio all’immaginazione che piace tanto invece alla lingua italiana, usa paroloni di cui anche lei non conosce il significato.
Il romanzo ancora non è uscito in Italia, ma dovrebbe essere in traduzione, anche se non si sa da chi..sono proprio curiosa di vedere come andrà da noi questo fenomeno commerciale che fa tanto Melissa P…


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Fashion Ph magazine

 

free online magazine about fashion photography

Forse, e ripeto forse, dal prossimo mese collaboro con questo magazine. Mi dovrei occupare della traduzione in inglese.
Il magazine, ormai al settimo numero, è mensile, scaricabile gratuitamente da internet, e tratta chiaramente di fotografia, moda e design.
Se ne occupano due ragazze bolognesi, Valentina De Meo e Elisa Benni, ma è aperto a chiunque voglia collaborare, sia per quanto riguarda la stesura degli articoli che per quanto riguarda la collaborazione nella realizzazione dei servizi fotografici.
Sul sito che ho linkato prima si trovano tutte le altre informazioni e tutti i contatti a cui mandare richieste o servizi fotografici. Ogni mese viene scelto un tema, quello di dicembre sarà fluo, e qualsiasi materiale va inviato entro il 5 dicembre.
A me è parso da subito molto carino e ben curato, i servizi sono interessanti e la grafica mi sembra migliorare ad ogni numero, cambia in base al tema del mese, ça va sans dire, e mi piace anche l’idea di queste due ragazze di rendere accessibili a tutti interviste (anche belle corpose, non si tratta di due domandine e via) a fotografi, modelle e stilisti emergenti, senza dover andare in edicola e spendere qualche euro, dando anche l’opportunità a chiunque abbia la passione per la fotografia di poter vedere pubblicati i propri lavori e le proprie idee.
Qui si scaricano i numeri passati.


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Kebab for breakfast

Siamo tutti coscienti del fatto che la tv italiana stia attraversando un periodo di grossa crisi.
Non ho proprio voglia di pensare a tutte le cose ridicole, brutte, noiose, inutili che sono in programmazione in questo periodo, sono spariti i film, e i bei quiz di una volta, per lasciare spazio a quiz dove si vincono mille mila euro solo aprendo dei pacchi, ci sono montagne di reality che ormai non interessano nemmeno a chi partecipa, telefilm e FICTION di dubbissimo gusto.
In questo palinsesto ho scovato due o tre spettacoli che mi allietano qualche serata, e soprattutto l’ora della cena.
In particolare seguo tutte le sere “Kebab for breakfast”, un telefilm che va in onda su Mtv tutte le sere dall 8 alle 9, con due episodi di 30 minuti ciascuno.
La trama è semplice e molto teen ager, ovvero una signora tedesca si innamora di un signore turco e decidono di andare a vivere insieme, però hanno 2 figli ciascuno, che si ritrovano per niente volentieri sotto lo stesso tetto. Ovviamente la base di tutte le vicende sono le differenze culturali, (una ragazza è musulmana praticante, l’altra si definisce “atea praticante“) che piano piano però si appiattiscono perché in fondo i ragazzi sono tutti uguali, amori, non amori, amori mai detti, balbuzie (perché c’è anche un greco balbuziente che è il personaggio forse più divertente), mamme psicologhe che non sanno autoanalizzarsi, e molte gag divertenti.
Diciamo che questo telefilm è un po’ un’ondata di freschezza nel palinsesto di Mtv che ultimamente è pieno di serie americane che ci fanno vedere gente che ha talmente tanti soldi che ci può sputare sopra (my sweet 16, e altre di cui per fortuna non so il nome).
Il telefilm è tedesco, recensito ottimamente, ha già vinto un po’ di premi in patria tipo il German Television Award 2006 o l’Adof Grimme Award 2007 (was??) e in Germania è già alla terza serie.
Se vi chiedete chi è il gruppo che canta la sigla sono i “Karpatenhund” (cane dei Carpazi) e qui trovate il testo. ( sempre lì, se qualcuno vuole la traduzione io ci sono).
So già come finisce la prima serie perché io non so aspettare, ma non lo scrivo, anche perché mi sono venute le borse agli occhi a leggere il riassunto di 37 puntate in tedesco e ho già dimenticato quasi tutto!

Ora ceno e mi metto sul letto a guardare, buona visione.


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Traduzione shiny toy guns (aka markette a me stessa)

Ok, dato che ricevo almeno 2 visite (con picchi di 13) al giorno da chi cerca la traduzione di questo pezzo, e mi dispiace per il povero utente che resterà chiaramente deluso dal fatto che non ce n’è traccia nel mio blog, sono pronta a tradurla.

edit: la traduzione la trovate a questo link, ma vi avverto che il testo in italiano perde tutta la potenza che ha in inglese, insomma è uno di quei pezzi che si preferisce originale. Buon download!