Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Ah già, i Pavement

Una aspetta un concerto con un’ansia tremenda, da mesi, e poi si ritrova la mattina al bar mentre addenta un saccottino al cioccolato, legge il giornale, vede un piccolo articoletto quasi nascosto, e si ritrova con le mani nei capelli esclamando “nooooo *********”, perché si rende conto di essersi completamente dimenticata del concerto dei Pavement di questa sera.

E dato che lei non ama andare ai concerti da sola senza qualcuno a cui snocciolare una serie di opinioni personali il più delle volte inutili, stasera si perderà il grande evento all’Estragon. Brava, eh.

Porca puttana, anche.

Voi che siete meno rincoglioniti di me, andate però, e magari poi raccontatemelo.

Io intanto mi metto un post-it sul computer, così magari quello dei Lali Puna me lo ricordo..

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Reaper

Parlando di serie tv idiote delle quali però non riesci a fare a meno vorrei parlare di Reaper.

Dunque, il primo pensiero quando ho visto la prima puntata è andato a Chuck, capostipite e irraggiungibile icona dei telefilm assurdi totalmente inutili ma assolutmente imperdibili.
La trama è semplice, Sam, un normalissimo ragazzo americano senza voglia di fare niente scopre nel suo 21esimo compleanno che appena nato i genitori hanno venduto la sua anima al diavolo, quindi ora deve lavorare per lui. Lui, che ha forma umana grazie all’attore Ray Wise, che lo rappresenta perfettamente, irconico, cattivo, impietoso, e furbo. Sam deve praticamente trovare le anime che sono scappate dall’inferno e rispedircele, cosa che fa in ogni puntata (in maniera piuttosto maldestra) in compagnia dei suoi due amici, due personaggi fra i più immensi mai inventati, con una serie di espedienti piuttosto esilaranti. In ogni caso care femminucce, bastano un paio di puntate per innamorarsi di Sam, che nella fattispecie è Bret Harrison, americano di Portland, classe ’82 che noi ragazze attente abbiamo già visto in The O.C. nei panni di tale Danny, e che passa il tempo a suonare in una band sconosciuta insieme a Adam Brody, che poi non è nient’altro che Seth.
E il cerchio si restringe..

Comunque, la seconda stagione è prevista nel 2009 (in America), noi in Italia lo vedremo da settembre su Mtv, e invece per hci fosse già arrivato come me alla 17esima puntata, l’appuntamento è ogni sabato su Fox, altrimenti durante la settimana, sempre su Fox ci sono le repliche dei primi episodi.

Invece, ricordo a tutti l’evento del mese, previsto il 28 settembre, dato che il giorno prima in American daranno la prima puntata della seconda stagione di Chuck, e noi potremmo finalmente scaricarla.

Altro evento del mese per i bolognesi è la proiezione del documentario “We Call It Techno” il 18 settembre alle 18.00 al Lumière. Siamoci.


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Interpol @ Ferrara

Pass Interpol

Pass Interpol

Ieri sera sono stata al concerto degli Interpol, e c’è ben poco da dire, è stato veramente bello.
Certo, parlo da fan, ma hanno indubbiamente suonato bene, hanno fatto i pezzi migliori, NYC, Not even Jail, Obstacle 1, Oda, Stella, Slow Hands, Evil, Heinrich Manuver, per un totale di un’ora e mezzo circa.
Certo, non è stato il concerto più emozionante della mia vita, anche perché riconosco che le loro canzoni si assomigliano un po’, quindi dopo un’oretta ci si inizia a stancare, ma a me piacciono anche così. Ho avuto poi la fortuna di conoscerli dato che sono venuti nell’hotel dove lavoro, e devo dire che si sono distinti tutti (band e entourage) per educazione, gentilezza e simpatia.
A partire dal Production manager che io e una mia collega abbiamo assistito fino al punto di farci dare i pass per il concerto, le birre e tanta simpatia (e degli strani messaggi notturni), ad arrivare a Fogarino che credo abbia pensato che io avessi dei problemi di comunicazione, dato che con lui riuscivo a parlare solo a monosillabi.
Ma ha degli occhi..uno sguardo, che bisogno vederlo da vicino per capirlo..Sono verdi, vispi, furbi, gentili. Sono occhi che sanno di piacere.

Un uomo simpatico, che ha chiaramente capito il mio imbarazzo nell’interagire con lui ed è stato gentilissimo.
Per non parlare della soddisfazione che da entrare con il pass e vedere la faccia contrariata dei tipi che fanno vigilanza!!
Tutto sommato ricorderò gli Interpol con piacere, perché mi sono divertita, anche lavorando, ed ho avuto il piacere di conoscere un po’ più da vicino la vita che fa una band di successo; il concerto è stato solo la ciliegina sulla torta, una torta golosissima e piena di panna.


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L’arte dissente

Ieri sono andata a passare del tempo alla Feltrinelli e come previsto ne sono uscita con un libro, anche se non era mia intenzione comprare qualcosa.
Non avevo idee precise e mi è saltato all’occhio uno scaffale con tutti i romanzi di Jeanette Winterson, due dei quali li ho già letti, quindi ho preso fra le mani quest’ “arte dissente” e non l’ho più mollato. Amore a prima vista!
Non è un romanzo, ma una raccolta di saggi critici che la Winterson scrive per rispondere ad una domanda che tutti ci facciamo, ma di fronte alla quale non ci sono risposte semplici, ovvero: cos’è l’arte?
L’autrice prende in considerazione dipinti, poesie, romanzi e novelle, l’arte in senso lato, in tutte le sue forme, e cerca di sviscerare l’argomento, cerca di analizzarla partendo dal punto di vista di un fruitore medio, ovvero con poca o nulla conoscenza dell’argomento.
Lo spunto da cui parte tutta la critica è proprio in occasione di un viagigo ad Amsterdam, in cui la Winterson si trova di fronte ad un quadro dal quale viene totalmente rapita, pur non sapendo assolutamente niente di arte. Resta ore a fissarlo, ed inizia a chiedersi in base a cosa si possa affermare che un quadro sia bello o meno..
Da qui parte una disquisizione che dura 190 pagine e si sviluppa prendendo in considerazione anche opere letterarie come Orlando o Onde della Woolf, ma non solo.
Un libro di quelli che prendono dalla prima parola, un libro che fa venire sete di conoscenza, voglia di sapere e di conoscere nel vero senso della parola, ma un libro che viene capito meglio se si hanno delle basi di letteratura, soprattutto inglese. Un libro che esalta l’arte in tutte le sue forme.
Lo consiglio caldamente, così come consiglio gli altri romanzi della Winterson.

L’arte è eccesso.La fornace infuocata, il lago ghiacciato. Evoca sentimenti estremi; coloro che la sconfessano e coloro che la creano lo fanno con violenza. Coloro che si innamorano-di quel quadro, di quel libro- lo fanno con passione. Una volta incontrata, l’arte ti chiederà una reazione.
[…]
Sono venuta al mondo nuda, ma colpi di pennello mi coprono, il linguagigo mi eleva, la musica mi da un ritmo. L’arte è il mio bastone e il mio sostegno, il mio rifugio e il mio scudo, e non solo il mio, perchè l’arte non esclude nessuno.


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Fragili Yuppie Flu

Fragili una mazza, era solo per trovare un titolo che riportasse un riferimento al nuovo album “fragile forest“!
Siccome sapete che io arrivo sempre dopo, il loro ultimo album Toast Masters del 2005 l’ho scoperto in pochino ritardo, ma da quando l’ho sentito è stato subito amore, una specie di colpo di fulmine, un album che nel mio lettore mp3 non manca mai..
Ieri sera ho letto che gli Yuppie Flu hanno messo in download disponibile a tutti il loro album; qui il link, yuppieflu.net. Hanno fatto esattamente come i Radiohead, solo che sono una band italiana, indipendente e meno conosciuta. L’album si può scaricare a 0 €, pagando una cifra a scelta, oppure pagando 15 € per ricevere anche il cd in edizione limitata, oppure 25 € per avere download+cd+maglietta, egregiamente mostrata sul loro sito dal miglior modello che potessero trovare, il bassista!
Da leggere le FAQ prima di scaricarsi l’album, perché ne vale la pena.
Comunque, l’idea è stata davvero ottima, evidentemente questo trend è molto utile sia per gli artisti che per gli ascoltatori, che possono scegliere come e quanto supportare la band, e secondo me, davanti a cotanta onestà scegliere di scaricare a 0 € è davvero difficile, e quindi si riesce a prendere almeno 1 € dal 70% di quelli che se lo sarebbero scaricato gratis da emule.
Per quanto riguarda l’album sono solo al primo ascolto stamattina, ma ho già capito che il livello a cui sono arrivati è sicuramente più alto del precedente, Eyes mi piace molto, con quelle campanelle che fanno così tanto Akron/Family.. Non metto niente in download nel blog e nemmeno nel mio share perché preferisco passiate dal loro sito, ma fatelo.
Altra furbata per favorire il passaparola è quello di regalare un biglietto per ogni concerto per 1 blogger (che parla appunto dell’album) e 1 suo lettore.
Io purtroppo non posso esserci sabato 5 a Bologna perché lavorerò, porc##@ò@#@.
Un altro centro per gli Yuppie Flu, una band per cui ho un forte debole e che ancora una volta hanno dimostrato di essere bravi, pieni di idee e semplici come solo loro sanno essere.


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I movimenti dei Booka Shade

Stavo spulciando la mia cartella “musica” e non appena sono arrivata alla B di Booka Shade ho avuto un flash, ovvero mi sono dimenticata di parlare del live set che hanno fatto a Bologna, più o meno un mesetto fa, il 23 febbraio, all’Estragon.
Premetto che ci sono quasi stata trascinata, avevo lavorato come un treno per 8 ore e mezzo, faceva freddo, e avrei voluto starmene in poltrona con un plaid e un tè caldo, ma la mia vita sociale aveva bisogno di essere mantenuta in vita, e allora ho deciso che sarebbe stata una bella serata, nemmeno troppo lunga.
Nemmeno un’ora dopo ero all’Estragon, dove suonavano gli Zen Circus, un gruppo di Pisa nemmeno troppo male, che però ha commesso un errore davvero stupido da fare su un palco, ovvero dire una frase piuttosto acida sul gruppo che li avrebbe seguiti, dando velatamente degli idioti a tutti quelli che come me erano lì che aspettavano che i Booka si mettessero a suonare. La frase incriminata è la seguente: “E ora lasciamo il palco A Booka Shade, tanto ormai la musica che piace è solo quella registrata”. Uscita piuttosto infelice in quanto dimostri di non sapere cosa voglia dire live set, e dimostri una conoscenza limitata del panorama musicale attuale. Ma non approfondisco la questione, che sarebbe tropo lunga.
Quindi i tedeschini salgono sul palco, un po’ di musica per iniziare a muoversi, e ad un certo punto, BOOM, sono partiti, e dopo 3 cuba libre mi sono ritrovata ad aver fatto il vuoto intorno a me, perché prendevo tutti a gomitate e pestoni senza riuscire a smettere di ballare..Sono stati bravissimi, ritmi assassini, una coordinazione che tutto ha tranne che dell’umano, i suoni giusti per non farci mai smettere di muoverci. E un titolo migliore di Movements, per quel secondo album non potevano davvero sceglierlo.
Non credevo che mi sarebbero potuti piacere tanto, ma credo che abbiano capito che stavamo apprezzando dal fatto che non li volevamo mandare via dal palco, eravamo in pochi ma urlavamo tutti “One more, one more”..
Alla fine volevo andare anche da loro, provare a dirgli che erano stati grandi, ma poi ho pensato che sarebbe servito davvero a poco, ho pensato che la cosa migliore per far vedere che si sta apprezzando un live set sia ballare, ballare e ballare, e noi eravamo pochi là dentro, ma abbiamo ballato tutti più che potevamo..
Ero sudata fradicia, ma dopo un’ora di live set, le 8 di lavoro le avevo già dimenticate.