Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof


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Hai paura del buio?

Io abbestia proprio. Scomodo gli Afterhours perché ho trovato la soluzione per chi come me non riesce a dormire se intorno c’è troppo buio.
Una volta un ragazzo che studiava filosofia mi attaccò una discreta pippa dicendomi che era una paura inconscia del non sapere cosa avrei fatto in futuro, ma anche una paura derivata dal fatto che non amavo mostrarmi per quella che ero a chi non conoscevo bene, paura di cosa gli altri potevano pensare di me e cose cose, alle quali io dissi “si..può darsi..” più per cortesia che per altro.
La mia paura del buio è molto semplicemente paura di non vedere quello che mi succede intorno, e non intendo in senso psicologico o cervellotico, intendo proprio in senso fisico. Ho paura che possa entrare qualcuno e io DEVO vedere. Da piccola era paura del bobo o dei dinosauri dopo aver visto Jurassic Park, ora è paura di ladri &Co. Tutto qui. Non serve una laurea in filosofia.
Ad ogni modo, all’ikea ho trovato la più banale delle soluzioni:


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La libreria del millennio

Sono da sempre patita di librerie, anche se in camera mia campeggia fiera una libreria Billy dell’Ikea pagata 30 euri che non so per quanto altro tempo starà in piedi, e ho sempre evitato di parlarne nel blog, ma questa è talmente carina che la devo segnalare.
Questa libreria è di uno studio tedesco, moebler, che fa cose molto eccentriche, di cui alcune sono sincera, anche di dubbio gusto. Se ho capito bene, dovrebbe fare anche alcuni mobili per l’ikea tipo i tavolini scomponibili. Praticamente questa chiamata King of Siam sono due librerie attaccate una perfettamente dritta, l’altra incastrata che sembra cascare da un momento all’altro.
Geniale e occupa poco spazio. Credo.


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Snille by Ikea

Aderisco anch’io, a questo, suggerito dal blog di Andrea, dopo aver visto il divano di Coccoluto ed essere rimasta a bocca aperta per 5 minuti.
Ho fatto un breve check di ciò che c’è nella mia camera, e ho deciso di fare la foto cercando di non prendere l’armadio, date le condizioni scandalose dei cassetti, che sono entrambi rotti.

Si vede la sedia Snille, ovvero la più economica dell’Ikea, uno specchio dell’Ikea, una libreria nera dell’Ikea, un mobile nero gentilmente concesso dal padrone di casa su cui sono dignitosamente accasati la mia televisione, che mi segue in tutti i miei traslochi, e il mio adorato stereo LG regalatomi nel lontano 1999 (o forse 1998) da mio fratello, che si difende con estremo orgoglio nella giungla dei moderni music-players. Basta spostare lo sguardo e appare un’orrenda scrivania nera, senza cassetti, con qualche ammaccatura che ospita la mia creatura, il mio cicciobello, il mio oggetto di culto, la cosa per cui ho sopportato di lavorare con un porco (non un maiale, ma un uomo porco) pur di guadagnarmi i soldi per comprarlo, il mio mentore e fonte di ispirazione, il mio compagno di studio, ovvero il mio Mac; la scrivania è tempestata di libri aperti per via degli esami, che però dovrebbero finire tra qualche giorno. grande oggetto di deisgn moderno è il cestino dei Chupa Chups, ricordo della stagione da barista.  Fortunatamente non si vede il groviglio di fili sotto la scrivania, né la stampante, però ci sono tutti e due, giuro!
Al muro ci sono un paio di foto, una tela dipinta da un mio amico e un mini calendario.
Cd, poster e puzzle (Anne geddes e Audrey Hepburn) sono dall’altra parte della stanza, che non ho potuto fotografare, per ovvie ragioni logistiche.
Si vedono le tende rosa su blu, sovrapposte in un vano tentativo di creare qualcosa di simile al viola, e per coprire le mie azioni quotidiane dalla curiosità dei passanti, dato che non sto nemmeno al primo piano, no, al piano rialzato.
Sul letto una lettura di svago, “Amica” di ottobre, ovvero otto chili di pubblicità per vedere ciò che vorresti ma non puoi.