Il bubbo cine

Ohne dich ist alles doof

Su libro audio e su come superare la crisi

1 Commento

L’avevo detto che prima o poi sarei tornata, non che questo blog sia particolarmente mancato a qualcuno (oltre me), non che questo blog sia utile a nessuno (oltre me), ma sono tornata.

E sono tornata perchè ho sentito il bisogno di diffondere il verbo, nella fattispecie il verbo degli Uochi Tochi.
Un gruppo che viene dalla campagna piemontese (?), dalle origini non meglio identificate, che odia le città e che tutti dovrebbero ascoltare.
Dell’ultimo album, Libro Audio, mi sono innamorata al primo ascolto, primo proprio.
Erano le 11.30 di sabato sera, ero in macchina e stavo tornando a casa dal lavoro, incazzata per aver visto passare l’ennesimo sabato sera sotto i miei occhi mentre tutti erano a divertirsi ed io a prenotare cene e taxi per clienti romantici che amano compiacere le proprie fidanzate; comunque salgo in macchina e qualcuno aveva provvidenzialmente lasciato il cd sul sedile, per invitarmi all’ascolto. Metto il cd e mi innamoro.
I temi sono i soliti più o meno già trattati negli altri album, ecologia, campagna, etichette sociali, amore per i sabati sera in casa, tamarri e tutti e coglioni che ci sono al mondo. Parole che tagliano, basi angoscianti, all’apparenza semplici, che scandiscono la rabbia dei testi.
Io invito davvero tutti a procurarselo. Dentro probabilmente si può trovare la soluzione per superare vivi la crisi del 2009.
E soprattutto io dentro ci ho trovato il mio odio delle città. Verso il grigio di questo cielo sotto cui sono obbligata a vivere, il rumore delle macchine, gli autobus pieni di persone che puzzano, verso il fatto che non vedo una stella da due anni e respiro cemento, il fatto che non conosco nemmeno quelli che abitano nel mio pianerottolo, il fatto che provo a salutare qualcuno che prende tutte le mattine l’autobus con me senza ottenere risposta, il fatto che non sento più il profumo dei fiori se non negli ammorbidenti per i panni, verso il fatto che mi fa schifo comprare le uova del supermercato, perché io sono abituata alle uova delle galline di nonna..
Ma potrei continuare per ore.

Invece credo che sia molto più utile leggere quello che gli Uochi Tochi stessi scrivono per aiutarci a capire quest’ultimo album (e ditemi quanta gente si mette lì a scrivere come si sviluppa l’album, come va ascoltato e di cosa parla):
“Quello che state ascoltando o ascolterete è il
nuovo disco degli Uochi Toki, si intitola “Libro Audio”.

Vi consigliamo di ascoltarlo per intero come se
steste leggendo e seguendo un libro, appunto;

tuttavia il libro disco si presta anche
all’ascolto di brani singoli,visto che si tratta di una serie

di racconti legati da un filo
conduttore.

Potete anche ascoltarlo come
un disco rap sperimentale,se volete.

Oppure come se qualcuno vi stesse narrando degli
aneddoti più o meno verosimili durante una selezione musicale sulla
quale non è importante ballare.

I suoni che usciranno dal vostro impianto sono
ricavati in varie maniere: alcuni sono generati da macchine analogiche
costruite in casa, altri sono toni puri campionati e passati in
analogico,altri ancora sono campionamenti ri-arrangiati presi da brani
di genere vario .Un orecchio attento potrebbe riconoscere frammenti di
Kyuss e Queens Of The Stone Age, Secret Chiefs 3, Metallica, Meshuggah,
Converge, Pig Destroyer, Bela Bartok, Bhoren and Der Club of Gore, come
anche campioni ricavati da dischi di dance anni novanta o da videogames
e batterie campionate ad esempio da Ephel Duat e Tre Allegri Ragazzi
Morti; i campioni sono ovviamente trattati in maniera da non suonare
come nei pezzi originali, per volontà interpretativa ancor prima che
per motivi di copyright.

Si tratta comunque di
campionamenti che appartengono alla gamma dei nostri ascolti attuali,
(definiamole influenze) anche se,come genere,i gruppi elencati non
hanno niente a che vedere con noi; parlando di attitudine invece il
discorso sulle influenze cambia.

Il disco è stato prodotto, registrato, mixato ed editato da
Riccardo Gamondi (Rico),uno dei due componenti della band, nel suo
studio di Pontecurone (myspace.com/fiscerprais), la masterizzazione è
invece curata da Ielo Alessandro (la jacquerie) e Riccardo Gamondi al
Mongolotrophie recurdz studio.

Le tracce sono
ordinate seguendo una sequenza precisa, un percorso dal reale
all’immaginario, tratteggiato attraverso la descrizione di personaggi e
del loro rapporto con i contesti.

Nella prima parte
del disco,ovvero dalla traccia 1 alla traccia 6, i personaggi non sono
altri se non Matteo Palma (Napo),autore e interprete dei testi, e i
suoi amici o in alcuni casi i parenti; su di essi vengono raccontati
aneddoti, decisioni, posizioni, comportamenti, errori ecc sempre in
progressione dal più al meno verosimile.

Dalla traccia numero
7 alla numero 12, invece,
abbiamo personaggi immaginari che, mantenendo sempre l’ordine
crescente, si distaccano man mano dalla verosimiglianza e vengono
lasciati sempre più liberi di agire indisturbati. Il trucco che si
gioca dietro alle figure descritte in questa seconda parte del disco, è
quello di inserire personaggi irreali (che hanno possibilità superiori
o diverse rispetto ad una persona reale) in contesti assolutamente
reali, così da riprodurre l’effetto visionario di chi possiede una
immaginazione molto sviluppata e se la vede esplodere addosso nei
momenti di tensione reale.

L’artwork della copertina è curato da Napo come
LapisNiger con le fotografie di Chiara Balza
(flickr.com/photos/unoundici ) mantenendo il tema del rapporto tra
reale e immaginario e tra persona e spazio.

Gli obiettivi di
questo disco sono di mostrare l’operato audio-letterario* e umano di
alcuni individui, ad un numero di ascoltatori preferibilmente vasto per
fornire una libera alternativa ai vari modi di intendere un gruppo rap,
una band, un tecnico del suono e uno scrittore, senza ricorrere
all’espediente di portare in giro un metaforico circo di freaks. In
parole povere sottolineare delle differenze e renderle integrabili. In
parole superficiali, proporre INTERGROUND al posto di underground o
mainstream.

Buon Ascolto.”

Fonte: Uochi Tochi Myspace

Uochi Tochi – I mangiatori di patate

Quindi,

Zitti e meditate.

Annunci

One thought on “Su libro audio e su come superare la crisi

  1. Disco gigantesco.
    Veramente dei figaccioni con il risvolto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...