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Su con la vita, Cahrlie Brown!

2 commenti

Schulz è un filosofo.

Questa è da sempre una teoria che io difendo a spada tratta, e ora finalmente fra le mani ho le prove che qualcuno la pensa come me.
Ho comprato questo libro, “Su con la vita Cahrlie Brown“, scritto da Abraham J. Twerski, uno psichiatra che con questo libro ci aiuta ad affrontare i piccoli problemi della vita con le strisce dei Peanuts.
E quindi vediamo che dalla scena in cui Charlie Brown prova tutti gli anni a dare fiducia a Lucy credendo che gli farà calciare la palla, possiamo imparare qualcosa, dalle teorie di Lucy possiamo imparare qualcos’altro, dalla goffaggine di Charlie Brown qualcos’altro ancora..
Andando sul personale, devo dire che Woodstock mi assomiglia in maniera inquietante..

Schulz ha creato una striscia che racchiude in sé un autentico tesoro di riflessione, di filosofia e psicologia. E se è vero che un disegno vale quanto mille parole, allora Schulz ha scritto più di molti degli autori più prolifici del mondo interomessi insieme. I personaggi di Charls Schulz divertono, ma non solo: essi mettono in scena importanti dinamiche psicologiche in maniera così semplice e immediata da dissimulare l’efficacia del loro impatto.

Questo era un piccolo brano tratto dalla prima pagina…

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2 thoughts on “Su con la vita, Cahrlie Brown!

  1. A volersi esprimere come quel demente di Morelli si potrebbe dire che Schulz fa psicologia già nel momento in cui fa divertire. Ovviamente non solo.
    Secondo me Schulz non scriveva pensando di ottenere un risultato propedeutico, semplicemente metteva in atto la “psicologia del buon senso”, il che non vuol dire esprimere cose banali seppur quotidiane, ma usare appunto il buon senso nell’affrontare -anche se attraverso un fumetto- la quotidianeità della vita.
    Non sono un approfondito conoscitore dei Peanuts ma credo che il mio amico Charlie Brown (CHARLIE BROWN!) abbia mai dovuto affrontare temi forti come nascita\morte\violenza\sesso etc. Appunto per questo Schulz ha creato una psicologia di “superficie”, una psicologia facile -diciamo- che muovendosi nel quotidiano può essere interpretata con leggerezza. Gli inglesi renderebbero meglio il concetto parlando di “smart psychology”.

  2. uhm….non sono perfettamente d’accordo..innanzitutto C.B & Co affrontano il tema della nascita più volte, della morte anche e soprattutto il tema della solitudine..o anche il tema dell’inadeguatezza ad esempio.
    io credo che sotto alla superficialità delle strisce di Schulz si possa ritrovare la descrizione di uno spaccato di vita e di personaggi che noi tutti incontriamo prima o poi. e credo che da loro si possa anche imparare a vivere meglio!

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