Questa frase apparentemente incomprensibile è il titolo nel nuovo album dei Sigur Ros, che mentre io ero in vacanza hanno fatto uscire il loro ultimo lavoro, cosa di cui non mi ero accorta fino a che non ho passato qualche ora in rete.
Il titolo dovrebbe significare qualcosa tipo “Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito” (sono sicura che in islandese suoni un po’ più poetico..
Sicuramente il mio amore per i Sigur Ros influenza la mia opinione, ma già da subito l’album mi è piaciuto più di Takk, forse perché lo trovo più vario, mi sembra che abbiano cercato di fare qualcosa di nuovo, sempre con il loro marchio, si intende..
Mentre ascoltavo le prime canzoni mi sono addirittura chiesta se fossero loro; la prima canzone parte piena di ritmo, chitarrine e battiti di mani, ma ecco che appare la voce di Jonsi a rassicurarmi sulla paternità di questo album! Lui canta in islandese questa volta e lo fa permettendoci di apprezzare a pieno la sua voce.
Il mio pezzo preferito è “Festival”, con una partenza tipica Sigurrossiana (ovvero lamenti non meglio identificati ed atmosfere iper-dilatate) che dura per i primi 4 minuti e poi apre ad un cambiamento tale che sembra quasi iniziato un altro pezzo, tamburo incalzante che mi trascina ed inevitabilmente esplode alla fine.
Le ultimi canzoni invece sono delle ballate che ci riportano alla memoria i vecchi lavori, canzoni che verranno apprezzate da chi usa gli album per studiare, leggere, rilassarsi o quant’altro. Io li uso solo per ascoltare la voce fantastica del cantante che mi porta sempre a sognare mondi diversi da quello in cui vivo..
Direi i Sigur Ros hanno cercato di reinventarsi, suonando qualcosa di diverso da quello che tutti si aspettavano, ma donandogli comunque il loro marchio di fabbrica, indice come sempre di ottima qualità, un album che forse potrebbe conquistare anche quegli scettici che si ostinano a pensare che i cantanti islandesi siano una nenia insopportabile.
Una svolta pop più che apprezzabile, un album completo, dietro cui è chiaro il lavoro profondo che è stato fatto.
Questa è la prima canzone dell’album:

Sigur Ros – Gobbledigook.