Oggi è successo questo increscioso episodio:

Premessa:
Notte quasi in bianco, sogni strani, zero riposo, sveglia alle 7.30, esame di tedesco di 3 ore, piadina con la Vale.

Trama:
Prendo l’autobus, distrutta, veramente assonnata e con il braccio quasi in cancrena per il troppo scrivere, fa caldo, e i bolognesi evidentemente non hanno ancora capito che aprendo i finestrini si crea un ottimo ricircolo di aria che aiuta nei casi in cui l’autista non abbia acceso l’aria condizionata. 27 ovviamente pieno, in via Indipendenza salgono una serie di teenager della peggior specie, ovvero 3 oche + 2 piacioni che le ragazze evidentemente consideravano solo perché le avrebbero potute portare a conoscere dei tipi dai nomi rispettivamente di Domenico e Claudio (credo).
Queste ragazze urlano, e sbattono le mani, proprio dietro le mie orecchie.
Ok, sono giovani dai, hanno energia da vendere, alzo un po’ l’ipod e passa. Ce n’è una in particolare che non parla, urla, urla con la sua compagna di posto, urla cose tipo “MA NOOOOO, NON MI PIACE, CIOE’ NON TANTO QUANTO DOME, NOOOOOO TI SPUTTANO, LO GIUROOOOAAAA, TI SPUTTANOOOOAAAA”. Questo per 4 fermate, giuro che ad ogni sillaba uscita dalla sua ugola facevo un salto sul sedile e ad ogni battito di mani avrei voluto legarla come i cannibali legano le prede nei fumetti, e giuro che ho provato ad alzare al massimo il volume della mia musica, ma ad un certo punto ho fatto la cosa più ovvia, una cosa da vecchietta bacchettona, ma non ce la facevo più.
“Scusate, potete per favore abbassare la voce?”
“ah, si scusi signora.” [risatine]

Signora.
s-i-g-n-o-r-a.
Non potevano farmi più male, voglio dire, ho 26 anni, sono una giovanotta, già odio quando mi si da del Lei, proprio una cosa che mi fa saltare i nervi, ma poi, pure signora?????
Io li uccido.